• Stati Generali della Diplomazia Culturale

    In questi giorni si sono svolti a Matera gli “Stati Generali della Diplomazia Culturale”, un appuntamento importante che ha avuto visibilità ed al quale hanno partecipato anche figure di livello politico. Siamo conseguentemente rimasti sgomenti nell’apprendere che, nel corso di uno dei panel, un dirigente diplomatico avrebbe pubblicamente attribuito alla “sindacalizzazione” le difficoltà di progressione di carriera dell’APC. Il dirigente diplomatico avrebbe inoltre affermato che la Quarta Area, ossia l’Area delle Elevate Professionalità prevista nel nuovo CCNL, avrebbe potuto essere riservata ai soli APC, ma la succitata sindacalizzazione lo avrebbe impedito. 

    Ci auguriamo che ci sia stato un fraintendimento, in quanto, in caso contrario, si tratterebbe di gravi affermazioni antisindacali. Come Sindacati confederali abbiamo sempre tutelato la specificità degli APC, senza però essere corporativi. Riteniamo quindi giusto che l’Area delle Elevate Professionalità si rivolga a tutti i funzionari che svolgono mansioni di fatto Vice dirigenziali, e, contrariamente a quanto sembra sia stato affermato a Matera, nelle opportune sedi di contrattazione abbiamo chiesto con forza alle controparti di non escludere gli APC da tale opportunità.

    CHIEDIAMO LA POSIZIONE DELLA PARTE DATORALE SULLE AFFERMAZIONI, IN UNA PLATEA COSI’ VASTA, DI TALE DIPLOMATICO.

     Roma, 7 novembre 2024

  • "Chiara Fama" - Istituto Cultura New York

    “CHIARA FAMA" 
    ISTITUTO DI CULTURA NEW YORK

    È da tempo che abbiamo rinviato la pubblicazione di questo comunicato! Avremmo voluto evitarcelo, ma la situazione aII’IIC di NY non è migliorata anzi, sembra sia peggiorata.

    Registriamo in Istituto:

    - demansionamento;

    - marcato e sottoutilizzo delle risorse di ruolo presenti;

    - clima interno invivibile, grazie alle modalità di esternazione del direttore e assenza di benessere organizzativo.

    Abbiamo rinnovato l’appello all’Amministrazione di rivedere l’ormai superata Legge 401/90 che regola l’incarico dei chiara fama presso gli Istituti.

    Questa Sigla non ha mai raccolto, nel corso degli anni, doglianze così elevate, come in questo periodo, anche perché il personale della Farnesina si confronta con una dirigenza totalmente diversa, costituita da diplomatici e dirigenti che sanno come dialogare con il personale e che conoscono bene la macchina della Farnesina.

    Qui al Ministero degli Esteri il personale tutto è altamente formato. Vi sono progetti di formazione continui, previsti dalla Funzione pubblica per tutta la Pubblica Amministrazione, e ci chiediamo: i chiara fama chi li forma?

    Serve una formazione anche per questa tipologia vista la carenza della dialettica con il personale.  Difatti raccogliamo rapporti con il personale basato su parolacce, personale cacciato dalla propria stanza, minacce verbali. Le Addette inviate da Roma registrano una serie di esclusioni da eventi e da qualsiasi forma di rappresentanza e ci piace ricordare che la loro presenza è anche di Alta rappresentanza.

    Il soggetto presente presso l’IIC di NY critica la “burocrazia della Farnesina”, ma è anche grazie a questa burocrazia se tale “chiara fama” ha un contratto in un Istituto a New York.

    Chiediamo un confronto con i vertici amministrativi per discutere dell’annosa questione di queste figure esterne alla nostra Amministrazione, che non hanno nessuna contezza delle procedure amministrative, e che sono messe a capo di Istituti senza alcun merito. Quando presso la Farnesina nell’organico vi sono professionalità in grado di svolgere quel lavoro e forse anche di più!

    Chiediamo, inoltre, che vengano valutati, da parte dei massimi Vertici del MAECI,  i provvedimenti più opportuni nell’interesse del Personale di ruolo in servizio e dell’Amministrazione stessa.


    La Segreteria UIL FP MAECI

  • APC - Aggiornamenti sulle modifiche alla Circolare 6/2017

    Il 14 dicembre, a seguito di quanto emerso nella precedente riunione di cui vi abbiamo informato con il volantino del 10 dicembre, si è svolta, sempre in videoconferenza, una nuova riunione sulle problematiche inerenti i criteri di assegnazione all'estero del personale APC, in particolare sui posti di Direttore di Istituto.

    Per parte sindacale, hanno risposto all’invito e partecipato a questa seconda riunione i soli rappresentanti delle scriventi sigle.

    L'Amministrazione ha subito riconfermato l'intenzione di abrogare l'art. 6 della Circ. 6/2017, accogliendo così la nostra richiesta di rendere in tal modo strutturale, e non un fatto episodico collegato alla sola Lista straordinaria ora in pubblicità, la fine della pratica, poco edificante e causa anche di contenziosi a cui abbiamo assistito negli ultimi dieci anni, di inviare all'estero come Addetti, pagandoli da "Addetti Reggenti", colleghi di fatto chiamati a svolgere le funzioni di Direttore di Istituto, assumendone tutte le relative responsabilità, anche di natura patrimoniale.

    Da parte nostra, dopo aver espresso soddisfazione per l'accoglimento della nostra richiesta, abbiamo posto sul tavolo - quali necessari corollari e a completamento dell’abrogazione del capoverso 6.1. della Circolare 6 - tutta una serie di ulteriori richieste:

    • abbiamo precisato che, a nostro avviso, anche con la nuova versione della circolare dovrà essere salvaguardata la "gradualità delle funzioni" e la valenza della pregressa esperienza lavorativa all'estero ai fini delle assegnazioni dei Direttori di Istituto. A tal proposito abbiamo proposto l'uso delle "Note descrittive" per i posti in pubblicità come utile strumento per specificare - a seconda delle caratteristiche dell'Istituto, delle sue dimensioni, della presenza di eventuali criticità, di gestione o di carattere amministrativo - il livello di "pregressa esperienza" richiesto ai candidati sul posto di Direttore.
    • In aggiunta, ed a completamento di quanto sopra, abbiamo quindi proposto di modificare il capoverso 10.1. della Circ. 6 per ampliare i criteri di assegnazione lì già previsti, inserendone uno che dia un peso specifico e positivo, al possesso da parte del candidato del tipo di pregressa esperienza all'estero richiesto nella "Nota descrittiva" del posto in pubblicità.

    L'Amministrazione si è dimostrata disponibile ad un uso più esteso delle “Note descrittive" nel senso da noi indicato. Viceversa, non sembra intenzionata a modificare il citato art. 10 ritenendo che lo stesso - nella sua attuale formulazione - già consenta di valutare ed apprezzare adeguatamente la pregressa esperienza del candidato ai fini dell’assegnazione su un posto da Direttore. Peraltro, a tal proposito, sarebbe a nostro avviso anche necessario delimitare le “precedenti esperienze nella gestione di eventi culturali” citate nell’art. 10 quale uno dei criteri da considerare, evitando che possano essere considerate tali anche eventuali esperienze nel settore privato, in Italia o all’estero.

    Comunque, è nostra intenzione di mandare, su questo punti, una proposta scritta di emendamento del citato art. 10.

    In aggiunta a quanto sopra:

    1. abbiamo rinnovato la richiesta di diramare la Lista straordinaria dopo aver modificato la Circ. 6. Ciò nella convinzione che sia meglio, e più corretto, modificare le “regole del gioco prima di iniziare una partita" e, inoltre, anche perché l'urgenza non si giustificherebbe con una sollecita partenza di coloro che saranno assegnati in quanto, per ammissione della stessa Amministrazione, costoro non partiranno per le rispettive destinazioni di assegnazione prima della prossima estate.
    2. Per equità rispetto a coloro che saranno assegnati su questa straordinaria in base alle nuove regole, abbiamo chiesto di "sanare", con un "upgrading" del loro posto, la posizione dei funzionari APC che, attualmente, stanno svolgendo le funzioni di Direttore pagati, però, da Addetti Reggenti.

    Sul primo punto l'Amministrazione non ha inteso fare marcia indietro rispetto alla diramazione immediata della lista, limitandosi ad assicurare che ciò non impedirà di raggiungere in tempi rapidi l'obiettivo condiviso di modificare la Circ. 6. Porremo la nostra massima attenzione a che ciò si verifichi, convinti che l'Amministrazione si è ormai troppo esposta per potersi tirare indietro senza conseguenze, anche di carattere legale!

    Sulla seconda questione da noi posta, l'Amministrazione ha risposto che, al momento, sono solo 7 gli "Addetti Reggenti". Tuttavia, tutti sarebbero o in rientro a Roma per fine del periodo estero o in avvicendamento e già assegnati ad altra sede come Direttori. Pertanto, il problema non sussisterebbe!.

    La riunione si è chiusa con l'auspicio, espresso dal Cons. Pastorelli, che, quanto prima, l'Amministrazione possa riprendere una più ordinata gestione del personale, sia per quanto riguarda i posti di Direttore sia, e soprattutto, con riguardo alla possibilità di tornare a pubblicizzare posti ("veri") di Addetto per rafforzare la presenza del personale APC negli Istituti di cultura. Peraltro, il presupposto perché tutto ciò avvenga è che si possa assicurare un costante reintegro dell'organico APC attraverso lo "scorrimento", ove possibile, della graduatoria dell'ultimo concorso o ricorrendo al bando di nuove procedure selettive.

    Per parte nostra seguiremo i lavori di modifica della Circ.6 e, soprattutto, continueremo ad insistere affinchè si metta mano anche all'art. 10, integrandolo nel modo da noi suggerito.

    Roma, 29 dicembre 2020

    FP CGIL                                CISL FP                             UILPA

         (Silvia SCARINCI)                         (Aldo MIGANI)                       (Alfredo DI LORENZO)

     

  • COMUNICATO UNITARIO SU PIANO ASSUNZIONI AL MAECI

    Roma, 16 maggio 2017

    Si è svolto nel pomeriggio di giovedì scorso un incontro con l’Amministrazione convocato, così come convenuto nella precedente riunione, per approfondire in dettaglio il piano di assunzioni.

    Il piano, molto articolato, prevede diversi processi che possono essere, così, sintetizzati:

    • Mobilità esterna: la normativa ha previsto l’obbligo di assumere personale di amministrazioni/enti in fase di chiusura o ridimensionamento. A questo proposito l’Amministrazione ha già “assorbito” 16 dipendenti provenienti da Croce Rossa, Province e Corpo Forestale ed è in corso di definizione l’assunzione di un dirigente.
    • Mobilità interna: sulla base della normativa che prevede - prima di bandire concorsi esterni - il ricorso alla mobilità, nonché con l’intento di offrire l’opportunità di essere inquadrato nei ruoli del MAECI al personale che, in posizione di comando o fuori ruolo, lavora presso la nostra Amministrazione da molti anni, è stata prevista una procedura di mobilità “interna”, riservata al predetto personale. L’Amministrazione ha deciso di escludere dalla partecipazione a detta procedura il personale fuori ruolo della scuola, da un lato poiché è noto che il MIUR non è disponibile a concedere ai propri dipendenti il nulla osta per il transito presso altre amministrazioni, dall’altro l’inquadramento di questo personale – a differenza degli altri comparti – avverrebbe con costi a carico di questa amministrazione e ridurrebbe, pertanto, le risorse finanziarie utilizzabili per le assunzioni tramite concorso. I posti previsti per tale tipologia di mobilità sono 42, i partecipanti saranno selezionati tenendo conto dell’anzianità di permanenza al Ministero ed in base agli esiti di una prova di lingua inglese che verrà svolta con colloqui pubblici. Il bando è già pronto e l’intera procedura dovrebbe concludersi entro l’estate. Resta in ogni caso fermo il fatto che l’inquadramento nei ruoli MAECI è soggetto all’ottenimento del nulla osta da parte delle rispettive Amministrazioni di provenienza.
    • Categorie protette: la legge obbliga all’assunzione di un numero di appartenenti a questa categoria proporzionale alla pianta organica. Benché la legge lasci aperta la possibilità di assumere con questa procedura personale di qualunque profilo e categoria professionale, analogamente a quanto avvenuto in precedenti simili circostanze, è stata prevista entro l’estate l’immissione di 11 unità di seconda area, specificamente nel profilo di “Operatore di amministrazione”.

    Assunzioni:

    • APC: verranno assunti gli ultimi 2dirigenti idonei del concorso 2012; è già stato autorizzato un bando per 44 posti di funzionari APC che dovrebbe concludersi entro il primo semestre del 2018.
    • 3a Area amministrativo/consolare/contabile: ci saranno 50 nuove assunzioni di cui 23individuate tra i vincitori del concorso della Funzione Pubblica (RIPAM ), mentre gli ulteriori 27saranno messi a concorso pubblico non appena confermata l’esattezza dell’entità delle risorse disponibili.
    • architetti ed ingegneri: ne verranno assunti 10, sempre attingendo alle graduatorie dei vincitori del concorso RIPAM già espletato dalla Funzione Pubblica.

    Infine, sul fondo assunzionale per la Pubblica Amministrazione previsto dalla legge di bilancio 2017, il MAECI ha chiesto di poter bandire nel 2018 concorsi per ulteriori 23 funzionari APC, 30 informatici(di cui 11 sarebbero gli idonei del concorso 2008) e ulteriori 77 terze aree amministrativo/contabili/consolari. In conclusione gli organici delle AA.FF. saranno aumentati di circa 200 unità e l’obiettivo è anche quello di costituire, attraverso i concorsi, una lunga lista di idonei a cui attingere negli anni seguenti senza dover attivare nuove procedure selettive.

    Ciò posto non possiamo non sottolineare l’importante novità rappresentata dal fatto che l’Amministrazione abbia deciso di intervenire rispetto ai danni conseguenti la diminuzione delle AA.FF. e che abbia riavviato una politica assunzionale che auspichiamo possa avere una continuità nel tempo. In effetti, senza continuità, anche questo apprezzabile sforzo non sortirà alcun effetto positivo ma lascerà l’Amministrazione nella stessa situazione di carenza di organici. Va assolutamente invertita la politica dei tagli lineari e del blocco del turn over, perseguita dagli ultimi esecutivi, come peraltro ha denunciato con fermezza in questi anni il sindacato confederale. In tal senso sarà nostro compito vigilare sulla correttezza delle azioni che l'Amministrazione ha deciso di porre in essere.

    La scelta di ricorrere alle graduatorie Ripam, giustificata dalla maggiore rapidità della procedura, non ci sembra invece comprensibile sotto il profilo funzionale e dell’opportunità, soprattutto per l’assunzione di personale di Terza Area amministrativo/consolare/contabile. Infatti così facendo, da un lato si rischia di perdere la specificità del personale MAECI recentemente ribadita dai nuovi inquadramenti, dall’altro riduce la possibilità di riserva di posti per il personale interno. Inoltre il ricorso a queste graduatorie rende necessario un serio e approfondito percorso formativo. Riteniamo a questo punto di fondamentale importanza che sia concordata con l’Amministrazione un’ampia riserva di posti per il personale interno prima che siano avviate le previste procedure concorsuali in Terza Area.

    Non condividiamo inoltre il silenzio su eventuali concorsi per la Seconda Area che, senza nessuna spiegazione né condivisibile motivazione, l’Amministrazione ha scelto di non rafforzare nell’organico. Si tratta di una scelta pericolosa sotto il profilo funzionale in quanto sottovaluta del tutto l’importanza del lavoro svolto dal personale della Prima e Seconda Area chiamato, soprattutto all’estero, ad assolvere mansioni superiori a quelle relative ai profili di appartenenza assumendone anche le connesse e gravose responsabilità. Sarebbe assai grave se tale scelta fosse frutto della decisione – mai apertamente dichiarata ma, di fatto, praticata da anni – di sostituire sulla rete estera il predetto personale di ruolo con quello a contratto.

    In allegato il volantino unitario.

     

  • Concorsi per le Aree Funzionali - La risposta dell'Amministrazione


    Più volte abbiamo sollecitato le nostre controparti a fornire spiegazioni in merito alla mancata pubblicazione dei concorsi per le AA.FF.. Di seguito la nostra ultima richiesta di informazioni, con la risposta dell'Amministrazione.

    Concorsi

  • Conferenza dei Direttori 2026 a Verona

    Riunione delle direttrici e dei direttori degli Istituti Italiani di Cultura – Verona

    Come UIL, desideriamo innanzitutto esprimere il nostro apprezzamento per l’ottima organizzazione della riunione di Verona. Ribadiamo inoltre la nostra soddisfazione per la scelta, compiuta alcuni anni fa, di svolgere questi incontri in diverse città italiane: una formula che favorisce il confronto, consolida le relazioni professionali e offre preziose occasioni di conoscenza del territorio e di elaborazione di nuove idee. Nel corso della riunione è risuonata più volte una parola particolarmente significativa per il personale dell’Area della Promozione Culturale: valorizzazione delle direttrici e dei direttori (e, aggiungiamo, degli addetti APC). Sia i dirigenti diplomatici sia il Ministro Tajani hanno ribadito la volontà di valorizzare maggiormente la categoria. Ebbene, con l’istituzione della Quarta Area, è arrivato il momento di tradurre tale impegno in una scelta concreta. Si tratta di un’occasione che non può essere mancata. Attendiamo pertanto con fiducia l’individuazione di un numero congruo di posti, comprendente anche varie posizioni presso le sedi estere.

    Ciò premesso, riteniamo necessario richiamare l’attenzione su alcune criticità che hanno ormai assunto carattere strutturale.

    1. Sottoimpiego delle professionalità APC

    Permangono, sia a Roma sia all’estero, forme di evidente sottoimpiego del personale APC, spesso in possesso di titoli accademici, competenze linguistiche ed esperienze professionali comparabili a quelli richiesti nella docenza universitaria e nelle funzioni di elevata responsabilità culturale. Non appare ragionevole che professionalità di questo livello siano utilizzate per mansioni non coerenti con il loro profilo, mentre le strutture della promozione culturale soffrono una crescente carenza di personale qualificato. La valorizzazione non può quindi limitarsi a un’enunciazione di principio: deve tradursi nell’attribuzione di incarichi, funzioni e responsabilità adeguati alle competenze effettivamente possedute, in conformità alla Legge 401/90.

    2. Condizioni economiche del personale a contratto

    In diverse sedi, tra cui Budapest, Almaty e Sofia, ma non soltanto in queste, si sta manifestando una situazione particolarmente preoccupante: il personale a contratto valuta di lasciare l’incarico a causa di retribuzioni divenute insufficienti rispetto al costo della vita. Le procedure di selezione continuano a fondarsi su un’impostazione ormai superata, mentre gli Istituti Italiani di Cultura hanno bisogno di personale laureato, specializzato, plurilingue e in grado di operare nei settori della comunicazione, dell’amministrazione, della progettazione culturale e delle relazioni istituzionali. Ad Almaty, per limitarci a un caso di cui conosciamo direttamente la situazione, lo stipendio di un impiegato di concetto supera di poco i 1.100 euro mensili. L’affitto di un monolocale non nuovo, in una zona neppure centralissima, può aggirarsi intorno ai 600 euro al mese, in un contesto segnato negli ultimi anni da una forte crescita dei prezzi (oltre 25% annuo di inflazione). Ne deriva una conseguenza paradossale e socialmente inaccettabile: possono permettersi di lavorare per l’Istituto esclusivamente coloro che dispongono già di un’abitazione di proprietà o che vivono con la propria famiglia. Occorre pertanto rivedere con urgenza i parametri retributivi, affinché il personale a contratto possa essere selezionato e trattenuto sulla base delle competenze professionali, e non della propria situazione familiare o patrimoniale.

    3. Assegnazione degli addetti APC e sostegno agli Istituti di nuova istituzione

    Non risulta sufficientemente chiaro secondo quali criteri vengano assegnati gli addetti APC ad alcuni Istituti e non ad altri. Ci è stata inoltre segnalata una particolare disattenzione nei confronti delle difficoltà incontrate dagli IIC di più recente istituzione. Ad Almaty, ad esempio, il direttore ha dovuto avviare l’Istituto operando sostanzialmente da solo per quasi un anno, arrivando persino a sostenere personalmente il costo di un tirocinante. Successivamente, una volta concluse le procedure concorsuali, è stato necessario formare il personale appena assunto. Nel frattempo, il direttore ha dovuto assicurare incontri istituzionali, programmazione culturale, organizzazione di eventi, gestione amministrativa, ricerca di sponsor e costruzione di una rete di relazioni in un’area geografica vasta e strategica. Oggi l’IIC di Almaty ha inoltre perso i propri locali di rappresentanza a causa dell’aumento improvviso del canone di locazione. È dunque legittimo domandarsi se abbia senso istituire nuovi Istituti Italiani di Cultura senza garantire fin dall’inizio personale, risorse economiche e sedi adeguate. Proprio per questo, pur riconoscendo l’eccellente organizzazione della riunione di Verona, ci dispiace rilevare che non sia stato previsto uno specifico momento di confronto tra tutti i direttori degli Istituti di nuova istituzione in una sessione specifica, come Miami, Almaty e Bangkok, affinché potessero condividere esperienze, problemi e possibili soluzioni. L’apertura di un nuovo Istituto rappresenta un investimento importante per il Paese e non può essere affidata esclusivamente alla capacità individuale, allo spirito di sacrificio o all’iniziativa personale del direttore incaricato.

    4. Autonomia operativa e funzioni dirigenziali dei direttori APC

    Occorre tutelare con maggiore chiarezza l’autonomia operativa dei direttori degli Istituti, anche nell’interesse delle Ambasciate e dell’efficacia complessiva dell’azione culturale italiana all’estero. Riemerge, in alcune sedi, l’annosa questione dell’obbligo di timbratura del cartellino per i direttori APC. Si tratta di un tema che richiede una posizione univoca da parte dell’Amministrazione. Qualora i direttori fossero assimilati integralmente al restante personale soggetto a un rigido orario d’ufficio, dovrebbe essere loro riconosciuto anche il pieno diritto al recupero delle numerose ore aggiuntive lavorate. L’applicazione coerente di tale principio renderebbe tuttavia molti Istituti difficilmente gestibili, in assenza di almeno due addetti culturali a sostegno di ogni direzione. È noto che molti direttori lavorano almeno cinquanta ore alla settimana e sono frequentemente impegnati la sera, nei fine settimana e durante i giorni festivi. Le attività culturali serali possono certamente essere gratificanti, ma non costituiscono un passatempo: sono parte integrante dell’attività lavorativa. Le tantissime ore aggiuntive accumulate sono spesso impossibili da recuperare, proprio a causa della continuità degli impegni e della scarsità di personale. Non è accettabile che, quando occorre assumere responsabilità, firmare bilanci, gestire personale e rappresentare l’Italia, il direttore APC sia considerato titolare di funzioni sostanzialmente dirigenziali, mentre, in altri momenti o in alcune sedi, venga trattato come un semplice impiegato sottoposto a modalità di controllo incompatibili con la natura dell’incarico.

    Chiediamo pertanto che la DGRI si pronunci con chiarezza sulla materia.

    È infatti evidente che i funzionari APC preposti alla direzione di un Istituto esercitano, nella sostanza, funzioni dirigenziali, desumibili almeno dai seguenti elementi:

    • elevata professionalità e approfondita preparazione culturale;
    • rilevanti responsabilità organizzative, amministrative e istituzionali;
    • responsabilità di firma, di gestione del bilancio e del personale locale;
    • progettazione e realizzazione di eventi, corsi e programmi spesso estesi a territori molto vasti;
    • costante reperibilità, anche nelle ore serali, nei fine settimana e, non di rado, durante i periodi di ferie;
    • Ricerca sponsor

    A tali responsabilità devono corrispondere adeguato riconoscimento giuridico, autonomia operativa e trattamento economico.

    Considerazione conclusiva

    Nel corso della riunione è stata più volte utilizzata un’altra espressione significativa: diplomatici e personale APC sarebbero «tutti sulla stessa barca». Accogliamo con favore questa affermazione, ma non possiamo ignorare che i rispettivi contratti, le prospettive economiche e le possibilità di carriera restano profondamente differenti. Oggi un addetto culturale in servizio a Roma può trovarsi in seria difficoltà nel sostenere il costo della vita, mentre un diplomatico di nuova nomina dispone di un trattamento economico nettamente superiore. Se la dirigenza intende dimostrare concretamente che diplomatici e personale APC appartengono davvero alla medesima comunità professionale, dispone ora di una possibilità chiara e immediata: prevedere un’ampia immissione del personale APC nella Quarta Area. È questa la collocazione coerente con le competenze, le responsabilità e le funzioni effettivamente esercitate dalla categoria, nonché con i risultati conseguiti sul campo in molti anni di servizio alla promozione della cultura e dell’immagine dell’Italia nel mondo. La Quarta Area non deve rappresentare un riconoscimento simbolico destinato a pochi, ma una reale opportunità di valorizzazione per una categoria che da tempo svolge compiti di elevata professionalità e responsabilità. Alle parole deve ora seguire una scelta concreta. La UIL vigilerà affinché l’impegno assunto non resti disatteso.

     

    Edoardo Crisafulli (UIL FP MAECI)

  • Convocazione del Consiglio Internazionale UILPA Esteri del 4 ottobre 2019

    Venerdì 4 ottobre si è riunito, per la prima volta dopo l’ultimo Congresso, il Consiglio Internazionale della UILPA Esteri. Oltre che per i consueti adempimenti statutari, l’occasione si è rivelata estremamente propizia anche per affrontare le principali questioni sul tappeto, che coinvolgono in questo frangente la nostra Amministrazione e che riguardano più in particolare le relazioni sindacali. Fra i punti trattati all’ordine del giorno, un accento particolare è stato posto sul negoziato per il nuovo C.C.I., sulla situazione degli organici all’estero, e sul passaggio dal MISE al MAECI delle competenze sulla politica commerciale internazionale.

    La Relazione della Segreteria, con cui il Coordinatore Generale Alfredo Di Lorenzo ha aperto la riunione, ha dato doverosamente atto in primis dei mutati rapporti tra l'attuale, recente, dirigenza diplomatica della DGRI e le organizzazioni sindacali. Ad essa è stata riconosciuta in particolare la capacità di aver saputo individuare correttamente gli sbagli e le storture ereditati dal passato, e di essersi attivata per rimuoverli.

    Ad essa è stato dato ulteriormente merito di aver chiuso una lunga fase di chiusura pregiudiziale nei confronti delle organizzazioni sindacali, ridando vita ad un dialogo serrato, sincero e costante.

    Nello specifico delle questioni all’ordine del giorno, è stato ricordato come le negoziazioni per il nuovo CCI, siano ormai giunte alla fase conclusiva. L'iniziativa della nostra organizzazione si è concentrata in particolare sul funzionamento dell'OPI (Organismo Paritetico per l’Innovazione).

    Tale organismo estremamente innovativo, introdotto dal CCNL 2016-2018 e regolato dall’art. 6 dello stesso, istituisce una nuova modalità di relazioni sindacali, finalizzata al coinvolgimento partecipativo delle OO.SS. su tutto ciò che abbia una dimensione progettuale, complessa e sperimentale, di carattere organizzativo dell'Amministrazione. Esso ha inoltre  competenze specifiche su progetti di organizzazione e innovazione, miglioramento dei servizi, promozione della legalità, della qualità del lavoro e del benessere organizzativo (anche con riferimento alle politiche formative, al lavoro agile ed alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, alle misure di prevenzione dello stress lavoro-correlato e di fenomeni di burn-out) e rappresenta pertanto, nei rapporti con l'Amministrazione, uno strumento cruciale di tutela degli interessi dei lavoratori.

    L'idea che si stava facendo strada fra le nostre controparti immaginava l’OPI come un organismo con il quale l’Amministrazione deve sì obbligatoriamente confrontarsi laddove essa voglia innovare determinati aspetti organizzativi o istituti contrattuali, ma la cui funzione sarebbe essenzialmente quella di "riflettere ed elaborare", giungendo a decisioni vincolanti solo in casi particolari. Tale impostazione, a nostro avviso, oltre a contrastare con il dettato del CCNL e con la linea adottata dalla UILPA a livello nazionale, avrebbe potuto portare con sé una serie di rischi che ci ha spinti a proporre alcune importanti integrazioni sul meccanismo di funzionamento del nuovo istituto, e sul suo quorum di convocazione e di deliberazione.

    Circa la situazione, ormai gravissima, determinatasi sulla rete per effetto della carenza di personale delle AA.FF., la Segreteria ha riaffermato quanto già detto in occasione dell'ultimo comunicato sulle liste pubblicate nel corso dell'estate.

    Come peraltro evidenziato anche in occasione dell’incontro con il Ministro uscente, Moavero Milanesi, dello scorso 29 luglio, la Segreteria ribadisce che dall'attuale situazione si può uscire soltanto con un investimento reale e misurabile sul MAECI, principale strumento di politica estera di cui l’Italia dispone, e per il quale oggi il nostro contribuente paga sensibilmente meno di quanto non avvenga ai contribuenti francesi e tedeschi per i propri Ministeri degli Esteri. La Segreteria della UILPA Esteri si riserva comunque, non appena se ne presenterà l’occasione, di sollevare questa tema all’attenzione del Ministro entrante, Luigi Di Maio, cui sarà chiesto anche un segnale di forte discontinuità rispetto al passato sia nel modo in cui si affronteranno problemi importanti per il personale che per ripristinare la funzionalità della rete estera.

    La Segreteria della UILPA Esteri ha inoltre giudicato oltremodo imprescindibile – già nel brevissimo periodo – un intervento su altri provvedimenti, fra cui il regime fiscale del contributo trasporto masserizie, che continua a colpire con modalità che non esitiamo a giudicare inique e di dubbia legittimità, anche costituzionale, i redditi da lavoro di tutto il personale in servizio. Un intervento decisivo dell'Amministrazione su di esso sembra ormai improrogabile, tanto in via amministrativa con un'interpretazione della norma da parte delle Amministrazioni Fiscali che attraverso uno specifico intervento normativo. La UILPA Esteri sta peraltro valutando, già da tempo, un'iniziativa in sede giudiziaria sul regime del contributo per il trasporto delle masserizie, che potrebbe auspicabilmente mobilitare un elevato numero di colleghi – forse perfino di altre carriere – e sulla quale la Segreteria ha chiesto al Consiglio Internazionale un mandato espresso sulla scorta del quale avviare gli opportuni contatti con uno o più professionisti del settore.

    Riguardo invece il passaggio dal MiSE al MAECI delle competenze in materia di commercio estero ed internazionalizzazione delle imprese, la Segreteria ha informato il Consiglio sull'indizione di assemblee del personale del MiSE coinvolto. Ad esse parteciperà anche il Coordinatore Generale della UILPA Esteri secondo le indicazioni e gli spunti offerti dalla Segreteria Nazionale UILPA, la quale ha ritenuto di particolare importanza che tutti i coordinamenti delle Amministrazioni interessate procedessero con iniziative comuni a tutela dell'unità della categoria, unico ambito nel quale le istanze di tutti i dipendenti pubblici possono trovare adeguato riconoscimento e tutela.

    Gli aspetti più critici, per il personale del MAECI, di questo passaggio di funzioni riguardano sicuramente gli effetti dell'integrazione di un numero considerevole di nuovi colleghi con chi già da anni presta servizio nella nostra Amministrazione. È quindi necessario, secondo la Segreteria della UILPA Esteri, comprendere intanto se il nuovo personale sarà inserito in un ruolo a parte, o se invece confluirà in uno o più profili tra quelli attualmente esistenti al MAECI. Si tratta, ad avviso della Segreteria della UILPA Esteri, di una questione dirimente, poiché da essa dipende in primo luogo la possibilità di avvicendamento del personale sulla rete, senza peraltro escludere potenziali impatti sulla distribuzione del salario accessorio, e sui meccanismi per i futuri passaggi di fascia economica.

    Come del resto affermato nel comunicato dei coordinamenti MiSE, MAECI e ICE, la documentazione prodotta dal Sindacato, se preventivamente valutata, sarebbe stata utile a favorire una valutazione migliore e più articolata sui punti a favore e quelli a sfavore relativi al provvedimento in questione, a tutto vantaggio di una migliore gestione complessiva della materia rispetto alle tempistiche necessarie, alle procedure da adottare e, non ultimo, del personale coinvolto nell'immediato e a quello complessivamente interessato nel futuro.

    La Segreteria della UILPA Esteri si è impegnata quindi a seguire particolarmente da vicino tali aspetti, in coordinamento con la Segreteria Nazionale UILPA, ed ha invitato il Consiglio ad elaborare, in accordo con essa, la linea cui l'organizzazione dovrà attenersi.

    La Segreteria ha infine sottoposto al Consiglio Internazionale le candidature dei colleghi Stefania Pinci ed Edoardo Crisafulli, entrambi di lunga e provata esperienza sindacale, come nuovi componenti della Segreteria romana della UILPA Esteri, proposta che il Consiglio ha accolto.

    Al termine della riunione e del dibattito che ne è seguito, il Consiglio ha infine approvato il documento finale che si riporta integralmente di seguito.

    “Il Consiglio Internazionale della UILPA Esteri, riunitosi il 4 ottobre 2019 a Roma, approvata la relazione della Segreteria, che si considera parte integrante della presente mozione, dà mandato a quest’ultima di porre in essere le attività necessarie a realizzare gli obiettivi nella relazione stessa indicati.

    Alla luce del nuovo clima nelle relazioni sindacali al MAECI, considera importante ed estremamente proficuo accompagnare la Direzione Generale del Personale in tutti i processi in atto, offrendo una collaborazione leale e costruttiva in ogni ambito nella convinzione che da ciò deriverà, nel medio e nel lungo periodo, un vantaggio reciproco.

    Dà poi alla Segreteria un mandato pieno a procedere alla stipula del CCI sulla base della bozza del 3 ottobre 2019.

    Valuta positivamente la revisione del Protocollo del 2011 per adeguarlo al mutato quadro contrattuale e ne auspica il rinnovo nello stesso spirito del precedente accordo, laddove se ne ravvisino la necessità e le condizioni.

    Dà mandato a proseguire con l’istituzione dei Coordinamenti d’Area compatibilmente con le risorse a disposizione.

    Conferisce inoltre un mandato espresso alla Segreteria per avviare gli opportuni contatti con uno o più professionisti del settore tributario per un'iniziativa mirata in sede giudiziaria sul regime del contributo per il trasporto delle masserizie.

    Individua, in linea con la Segreteria Nazionale, la necessità di coordinare gli sforzi delle strutture UILPA coinvolte ai fini di una gestione ottimale del passaggio di competenze dal MiSE al MAECI.”

    La Segreteria UILPA Esteri

    Rilanci di stampa sulla riunione:

    https://www.aise.it/previdenza-e-lavoro/riunito-il-consiglio-internazionale-uilpa-esteri/136730/158

    https://www.giornalediplomatico.it/Farnesina-UILPA-Esteri-fa-punto-situazione-collaborazione-leale-e-costruttiva.htm

    http://www.italiannetwork.it/news.aspx?id=59677

     

  • I volti della Repubblica

    Nella giornata di domenica 11 dicembre, in vista della XV Conferenza degli Ambasciatori che avrà luogo i prossimi 21 e 22 dicembre, l'Amministrazione ha avviato la pubblicazione sui propri profili social di una serie di slide esplicative dell'attività della Sede centrale e della rete diplomatico-consolare.
    L'iniziativa potrebbe indubbiamente rappresentare un'occasione per promuovere l'azione della Farnesina e per far meglio comprendere ciò che il personale quotidianamente fa, considerando l'attenzione che l'evento attira ogni anno sul MAECI.
     
    Peccato che con la prima infografica pubblicata domenica scorsa, 11 dicembre, questa occasione sia già andata sprecata.
     
    Conferenza degli Ambasciatori 2022
     
    Dallo "sguardo ai numeri della nostra rete e al personale impiegato" scopriamo infatti che il personale viene grossolanamente suddiviso fra "personale diplomatico" e "personale non diplomatico". Il personale a contratto viene addirittura rubricato a parte senza neppure uno spazio evidenziato.
     
    Che idea potrebbe ricavare da questa infografica un interlocutore istituzionale che conosca solo superficialmente la nostra Amministrazione? Forse che accanto al personale diplomatico - che sicuramente saprà identificare negli Ambasciatori, nei Consoli, nei Consiglieri Diplomatici e nel loro staff di diretta collaborazione - giace nelle stanze del Ministero e delle Sedi estere una massa informe di persone addette ad imprecisate mansioni? Immaginerà magari un'umanità variopinta come quelle degli staff di Ministri e Parlamentari fatta di consulenti, stagisti, raccomandati, "mogli e figli di"?
    E che cosa dovranno pensare poi dei 3.100 impiegati assunti localmente, peraltro quasi nascosti verso il basso?  Localmente dove? In Italia o all'estero?  Noi lo sappiamo, ma altri no. Supponendo che localmente significhi Italia, potrebbero pensare ad esempio che 3.100 sia una somma approssimativa delle prime due voci. E se sapessero invece che sono assunti solo all'estero? Potrebbero pensare che sono delle spie? Che sono stagisti italiani all'estero? Che sono anche loro "figli di"?
    Le nostre non sono preoccupazioni peregrine. Siamo convinti da tempo che le tante inique azioni di taglio operate negli scorsi anni sul corpo delle Aree Funzionali siano state figlie anche di una scarsa comprensione della realtà del MAECI da parte del livello politico, al quale evidentemente giungevano informazioni malamente filtrate (e vogliamo essere buoni).
    Ci sembra che spesso quando le Aree Funzionali lavorano bene, il loro operato venga presentato come quello di "bravi diplomatici" mentre poi, davanti alle carenze di personale sulla Rete, venga chiesto al livello politico di potenziare doverosamente la carriera diplomatica.
    Pensiamo dica molto in proposito il fatto che, ad esempio, dall'infografica non si ricavi per nulla come nessuno degli 83 Istituti di Cultura in essa menzionati sia retto da un diplomatico. Quando si tratta di tagliare i rami secchi, la falce invece si è sempre abbattuta sul "restante personale". Crediamo insomma che i nostri guai odierni siano dovuti anche qualcuno che in passato non l'ha raccontata giusta. Nessuno ha raccontato che anche le Aree Funzionali sono "Volti della Repubblica".
    Ci attendiamo che, già nei prossimi giorni, la DGDP corregga il tiro con un'infografica più appropriata, spiegando ad esempio che il "personale non diplomatico" è composto da Dirigenti e Terze Aree che reggono anche alcuni Consolati, dagli Addetti della Seconda e della Terza Area, che sono i volti dell'Italia per i nostri connazionali e per chi viene a fare affari in Italia, dai Funzionari della Promozione Culturale, che sono anch'essi i volti dell'Italia nella diffusione della nostra lingua e del nostro modo di vivere, dai Funzionari Commerciali, anche loro dei volti dell'Italia con le nostre imprese all'estero.
    Ci attendiamo anche che venga spiegato chi sono davvero i nostri impiegati assunti "localmente", in che contesti vivono, cosa fanno. Forse andrebbe spiegato che in determinati paesi è impossibile interloquire con la realtà locale senza un tramite. Andrebbe spiegato magari quale e quanta sia stata la supplenza del personale a contratto rispetto ai compiti e fuzioni delle Aree Funzionali, falcidiate negli anni dalle assurde ed inique politiche di taglio del pubblico impiego.
    Forse andrebbe anche raccontato come, ad esempio, la struttura della nostra Ambasciata a Damasco continui a funzionare da anni nonostante la guerra civile grazie ai nostri impiegati siriani che hanno continuato ad operare sul posto.
    Ricordiamo ancora con dispiacere un messaggio di auguri del 1° maggio 2020 in cui i vertici politici del MAECI elogiavano il lavoro di sanitari e forze dell'ordine senza nominare, neppure per sbaglio, il personale della Farnesina (https://esteri.uilpa.it/note-e-comunicati/107-nota-unitaria-su-discorso-dell-on-ministro-in-occasione-del-1-maggio.html).
     
    Ci domandiamo se non sia il caso che anche il "personale non diplomatico" si faccia promotore, con spirito di corpo, di un'interlocuzione con i livelli politici, sia parlamentari che di governo per scongiurare che certe idee sul MAECI possano continuare a fare danni in futuro.
     
    La Segreteria
     
  • Incontro con DGRI e DGSP del 26 giugno 2020

    Finalmente il 26 giugno u.s. si è svolto un incontro con la DGSP e la DGRI sulle questioni sollevate da una nostra lettera del 4 marzo, alla quale non avevamo ancora ricevuto alcuna risposta.

    Prendiamo atto del clima positivo di collaborazione che, auspichiamo, segni un’inversione di tendenza nei rapporti con le O.O. S.S.: il dialogo, come abbiamo ribadito, significa disponibilità all’ascolto e volontà di recepire alcune nostre proposte. 

    Siamo ben coscienti degli aspetti positivi, per esempio sappiamo quanto la qualità della promozione e della programmazione culturale sia migliorata in questi ultimi 2-3 anni grazie all’impulso della DGSP, e siamo soddisfatti per il corso di formazione rivolto ai nuovi addetti APC. Siamo altresì ben consci degli sforzi aggiuntivi che tutti gli uffici della DGSP hanno sostenuto in questa emergenza, e abbiamo voluto mettere in luce alcune criticità, al solo fine di suggerire soluzioni che portino a un miglioramento della qualità lavorativa al MAECI.

    Abbiamo nuovamente sottolineato i perduranti problemi di allomansionamentoe demansionamento in alcuni settori della DGSP.

    In alcuni casi il meccanismo della delega e della valorizzazione professionale funziona bene: gli addetti APC vengono coinvolti in una programmazione culturale di alto livello, coinvolgimento cui fa seguito l’assegnazione di compiti gratificanti e in linea con le professionalità esistenti.

    Spiace dover dire che questa prassi non è generalizzata. Infatti, in altri casi, che non sono eccezioni, vi sono state, e vi sono tuttora, forme perduranti e sistematiche di allomansionamento e, in taluni casi, anche di demansionamento.

    Non abbiamo mai sostenuto che l’occuparsi dell’analisi gestionale degli IIC (analisi bilanci ecc.) sia una forma di allomansionamento. Tuttavia, il dover compilare sistematicamente tabelle, l’essere impiegati a svolgere soltanto calcoli di contabilità, l’emettere ordini di pagamento (OP), occuparsi del personale per mesi o anni, ebbene tutto ciò non è in linea con quanto previsto dal CCNL.

    La penuria di personale amministrativo e contabile non può essere addotta come argomentazione se non per un breve periodo.

    Se non si pone rimedio alla stortura, ma ci si adagia nella soluzione tampone, si finisce per ledere i diritti e offendere la dignità professionale dei lavoratori. Tutti i colleghi APC che svolgono questo tipo di mansioni lo fanno per puro spirito di sacrificio e per non bloccare il funzionamento dell’Amministrazione in alcuni settori particolarmente sensibili, rendendosi perfettamente conto di svolgere funzioni che esulano dai loro compiti, non sempre, ma spesso in aggiunta ai loro normali compiti, ma non si può normalizzare quella che deve essere solo una eccezione di breve durata.

    Alla DGRI abbiamo, quindi, reiteriamo la nostra richiesta di un esperto amministrativo contabile per l’ufficio VIII della DGSP, ufficio che gestisce ingenti finanziamenti.

    Riguardo alle liste di pubblicità abbiamo richiesto che per il futuro vi sia il     coinvolgimento delle OO.SS. a garanzia di una maggiore trasparenza nella gestione dei posti. Con nostro piacere, abbiamo registrato su questo argomento la disponibilità da parte dell’Amministrazione.

    Inoltre, abbiamo concordato con l’Amministrazione sull’opportunità che sia meglio richiedere l’indicazione di 2-3 sedi anziché di una sola sede. Abbiamo reiterato che riteniamo più equo, nonché più confacente al principio dell’efficienza, che tutte le sedi vengano pubblicizzate contemporaneamente. Su questo l’Amministrazione è in disaccordo con noi.

    Rispetto al problema dei carichi di lavoro negli IIC abbiamo nuovamente sottolineato che la presenza di un solo direttore o addetto reggente (situazione che caratterizza gran parte degli IIC da alcuni anni) rende estremamente difficoltoso lo svolgimento delle numerose attività istituzionali previste dalla l. 401/90: dalla promozione culturale, ai rapporti con le istituzioni culturali locali, all’organizzazione dei corsi di italiano, alla gestione del personale e della comunicazione, alla cooperazione interuniversitaria, alla traduzione del libro italiano, alla supervisione della contabilità, alla rappresentanza, alla ricerca di sponsor ecc.

    Abbiamo quindi insistito affinché, a partire dalla prossima lista, venga data la priorità al rafforzamento del personale negli IIC dotati di un solo direttore.  L’Amministrazione ha invece fatto presente che è intenzionata a prediligere la copertura delle direzioni vacanti. Abbiamo preso atto chiedendo al contempo coerenza: che l’Amministrazione nei prossimi mesi mandi agli IIC e alle Ambasciate, da cui questi dipendono, segnali chiari che consentano agli IIC gestiti da una sola unità di ruolo la sistematica riduzione delle attività, questo finché non verrà ripristinata la pianta organica (1 direttore & 1 addetto).

    Se ciò non dovesse avvenire, saremo costretti a sollecitare i nostri iscritti a ridurre unilateralmente le attività. Poiché vorremmo evitare possibili frizioni con i Capi Missione, attendiamo con fiducia che l’Amministrazione dirami un segnale “chiarificatore” in tal senso alla rete estera, ovvero un messaggio che ribadisca l’autonomia operativa delle sedi, che è peraltro tutelata dalla L. 401/90.

    Abbiamo detto che valutiamo positivamente la ristrutturazione organica delle politiche culturali ad opera della DGSP avvenuta in questi ultimi anni. Ma è impensabile, per limitarci all’ambito culturale, che un solo APC di ruolo gestisca con serietà e professionalità 6 appuntamenti o rassegne annuali (design, scienza, cinema, arte contemporanea, lingua, cucina), che vanno ad aggiungersi ai numerosi festival e collaborazioni locali. Ormai la media è di 3-4 eventi settimanali, il che determina un ritmo frenetico da “catena di montaggio” che non è sinonimo di qualità e cura.

    Abbiamo chiesto maggiore chiarezza all’Amministrazione sugli obiettivi strategici da perseguire. Quantità o qualità? Spesso si dice che i direttori dovrebbero privilegiare pochi grandi eventi di sicuro impatto, e poi però gli IIC vengono sommersi da un’infinità di richieste, per soddisfare le quali vengono dissipate risorse umane e finanziarie in una varietà di micro eventi. Occorre anche tener conto del fatto che la gestione amministrativo-contabile di un IIC è diventata sempre più complessa, e molte ore di lavoro sono assorbite dalla redazione di bandi di gare, contratti, reperimento di pareri legali ecc.

    Abbiamo, quindi, ribadito che l’unica soluzione è l’ampliamento della pianta organica, che porti gradualmente gli APC verso quota 200. Abbiamo anche sottolineato che al contempo sarebbe opportuno elevare a 10 il numero dei dirigenti dell’APC. Ci è stata assicurata massima disponibilità ad esplorare la fattibilità di questa proposta, che incontra il favore dell’Amministrazione. Abbiamo suggerito che forse sarebbe opportuno attendere a bandire il concorso dirigenziale, che ora potrebbe essere bandito per 1 solo posto, sperando che sia possibile bandirlo per almeno 4-5 posti.

    Pur apprezzando il recente aumento di 5-6 unità di personale a contratto negli IIC, abbiamo fatto presente che gli IIC sono 83, molti dei quali hanno solo 2-3 contrattisti in servizio. Abbiamo dunque ribadito la nostra posizione: poiché il contingente complessivo dei contrattisti sulla rete estera è elevato, riteniamo che un numero molto più cospicuo di essi debba essere assegnato agli IIC.  Sarebbe necessario prevedere almeno 50 unità aggiuntive, che dovrebbero essere reclutate tenendo conto del fatto che occorrono nuove professionalità negli IIC (social media manager, per esempio)

    Rispetto alla nostra richiesta di revisione della rete estera,l’Amministrazione ha manifestato la volontà di coinvolgerci, a livello consultivo. Il progetto di revisione della rete dovrebbe prevedere alcune modifiche alla tipologia delle sedi attuali (sedi dirigenziali), nonché un possibile aumento di sedi in alcune aree politicamente prioritarie. Concordiamo con l’Amministrazione che la rete degli IIC è troppo “eurocentrica”. Di certo, occorrerebbe in prospettiva un potenziamento nel Medioriente, nell’Africa in Asia.

    Apprezziamo la disponibilità che ora l’Amministrazione sembrerebbe avere nei nostri confronti e faremo in modo che alle parole seguano i fatti

                                                              

                                                                       FP CGIL                                   CISL FP                                   UILPA

  • Incontro con il Ministro Tajani del 10 settembre 2025

    Ha avuto luogo lo scorso 10 settembre un incontro tra il Ministro Tajani e le organizzazioni sindacali presenti al MAECI, convocato per presentare la recente riforma dell'Amministrazione Centrale approvata pochi giorni fa in Consiglio dei Ministri. In apertura di riunione il Ministro ha informato i presenti che questa riforma entrerà in vigore il prossimo 1° gennaio ed ha aggiunto che i Direttori Generali attualmente in servizio rimarranno al loro posto. Ciò che quindi cambierà sarà solo la macchina organizzativa affidata alle loro mani.

    Presso ogni Direzione Generale sarà poi istituita un'Unità per la semplificazione che avrà il compito di intervenire dove necessario.

    E’ stato poi ricordato che tra poche settimane uscirà il primo bando esterno per l'accesso alla neoistituita Quarta Area finalizzato all’assunzione di esperti cyber e di commercio internazionale.

    Sarà avviata anche la riforma del concorso diplomatico, da ora in poi sarà aperto a tutte le lauree, anche se ciò non modificherà le materie oggetto del concorso. Il Ministro si è poi rivolto in prima persona alle organizzazioni sindacali chiedendo di collaborare attivamente con lui in questa nuova stagione. Il MAECI copre tre competenze: la politica estera, la cooperazione internazionale e il commercio internazionale, e tutte devono generare un vantaggio per i cittadini oltre che per il personale. La “pacifica rivoluzione” che si sta avviando andrà a vantaggio di tutto il personale, non solo di una parte dello stesso.

    La riforma prevederà inoltre due Vice Segretari Generali: uno politico e uno economico.

    Nel prendere la parola, il nostro coordinamento ha ricordato come, poco più di due mesi fa, siamo stati auditi in Commissione Esteri riguardo un’altra sua riforma inserita nel collegato alla Legge di Bilancio, il DDL 2369, rispetto alla quale abbiamo formulato le nostre osservazioni e le nostre proposte.

    In quella circostanza evidenziammo in apertura l'importanza di questo provvedimento per il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con il quale sono state introdotte innovazioni destinate ad avere un impatto rilevante sul Personale dell'Amministrazione. Tra queste, ad esempio, il finanziamento dell’FRD attingendo alle percezioni per le pratiche di cittadinanza oltre ad ulteriori importanti novità in favore del personale a contratto (qui un nostro comunicato sull'audizione:https://esteri.uilpa.it/note-e-comunicati/211-cerca-un-messaggio-audizione-uilpa-maeci-presso-la-camera-dei-deputati-per-dl-su-servizi-per-i-cittadini-e-la-imprese-all-estero.html ).

    Abbiamo poi sottoposto ulteriori proposte di riforma per rendere più semplice e funzionale la nostra Amministrazione, e per venire più efficacemente incontro ai bisogni del Personale.

    Abbiamo rinnovato in particolare la segnalazione – unici fra tutte le sigle presenti – sulla discriminatoria decurtazione del 12% dell’ISE per i colleghi all’estero che condividono la medesima abitazione. A tutt’oggi due distinte norme – l’art. 171, 2° comma, e l’art. 178 – disciplinano infatti la medesima fattispecie. Si tratta in primis di una inutile duplicazione, che in un’ottica di semplificazione sarebbe opportuno rimuovere. Abbiamo quindi proposto di abrogare l'art. 171, 2° comma, o in subordine almeno di ridurre della metà tale decurtazione. Abbiamo comunque consegnato a mani del Capo di Gabinetto un documento tecnico contenente tutti i dettagli della nostra proposta.

    Abbiamo inoltre ricordato un’altra battaglia che portiamo avanti da decenni, relativa al riconoscimento dell’Indennità di Amministrazione anche al personale all’estero. Grazie ad una serie di contenziosi da noi promossi nei primi anni 2000, molti colleghi riuscirono in passato a vedersi riconosciuto tale diritto limitatamente però al periodo anteriore all’entrata in vigore con del Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138, (qui un nostro comunicato a riguardo: https://esteri.uilpa.it/note-e-comunicati/157-sentenza-145-2022-della-corte-costituzionale-del-10-maggio-2022-sul-pagamento-dell-indennita-di-amministrazione-in-favore-del-personale-all-estero.html ) recante la famigerata “interpretazione autentica” varata allo scopo specifico di disinnescare i ricorsi fino a quel momento presentati. Abbiamo conseguentemente invitato il Ministro a tornare sulla questione, questa volta però con un intervento di segno opposto.

    Sono state poi ricordate le legittime aspettative di carriera di tutto il personale, ed in particolare di quello di TUTTI i profili della Terza Area per il passaggio verso la Quarta. Al termine della riunione abbiamo consegnato al Capo di Gabinetto un secondo documento tecnico riguardo le problematiche dell’Area della Promozione Culturale.

    Abbiamo infine ribadito – unici fra le organizzazioni sindacali - l'esigenza, ormai indifferibile della concessione del buono pasto a tutto il personale in alternativa alla Mensa.

    Quest'ultima non riesce ormai ad erogare più un servizio fruibile a causa dell'elevato – per quanto benvenuto – numero di dipendenti di recente assunzione.

    Su questo punto, la Direttrice Generale della DGRI ha informato i presenti che è in dirittura d’arrivo l’erogazione del buono pasto in favore del personale in smart working.

    La Segreteria UILPA MAECI

  • Incontro con l'Amministrazione sul PIAO 2023-2025 e sulle prossime procedure assunzionali al MAECI

    Nel pomeriggio di ieri 21 Marzo 2023, si è tenuta una riunione con l'Amministrazione a proposito del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) per il periodo 2023-2025 .

    Tutte le organizzazioni sindacali hanno espresso il loro punto di vista, evidenziando come ci siano ancora margini importanti di crescita per il Lavoro Agile al MAECI. La nostra O.S. ha comunque sottolineato le numerose segnalazioni dei colleghi sulla mancanza di cultura dello smart working da parte di alcuni Capi Ufficio. Non pochi di loro in questi mesi ci hanno infatti riportato sia resistenze sulla concessione di giornate di Lavoro Agile (qualche Capo Ufficio ha anche ironicamente augurato “buone vacanze” ai beneficiari), sia difficoltà dei superiori stessi a far lavorare le persone da remoto.

    In occasione di questa riunione, l'Amministrazione ci ha tuttavia aggiornati anche sulle prossime assunzioni al MAECI. Per quanto riguarda i concorsi esterni uscirà a breve un bando da 300 unità che riguarderà simultaneamente tutti i profili della Terza Area. Il bando, che sarà unico, riguarderà 145 posti nel profilo contabile e consolare, 30 posti nel profilo commerciale, 60 posti nel profilo informatico, 50 posti nella promozione culturale e 15 posti per architetto-ingegnere.

    Sarà inoltre pubblicato, forse già quest’estate (ma comunque entro l’anno), anche un concorso per 8 dirigenti amministrativi e 2 dirigenti per l’Area della Promozione Culturale (APC). Questo concorso sarà gestito centralmente da RIPAM-Formez come ormai imposto dalla più recente normativa.

    Particolarmente importante è stata poi l'informativa sui prossimi concorsi interni che riguarderanno il personale della Seconda Area interessato a transitare in Terza.

    Saranno infatti indetti nei prossimi 24 mesi due distinti passaggi di Area, il primo regolato dalle norme ordinarie (simile quindi a quello effettuato nel 2019) che sarà perciò riservato al personale della Seconda Area in possesso del titolo di Laurea mentre il secondo, che avrà invece luogo nel 2024, si svolgerà secondo la procedura in deroga prevista dall'ultimo CCNL Funzioni Centrali, prescindendo dal titolo di studio e prevedendo una modalità di selezione differente dal mero test nozionistico.

    Nei prossimi giorni contiamo di fornirvi ulteriori aggiornamenti su altre tematiche particolarmente rilevanti per il personale.

    Roma, 22 marzo 2023                                                                 La Segreteria UILPA MAECI

  • Incontro con l'On. Ministro Tajani del 13 marzo 2024

    Il 13 marzo scorso ha avuto luogo il sesto incontro fra il ministro Tajani e le Organizzazioni Sindacali presenti al MAECI. Il Ministro ha ricordato in apertura di riunione come durante la sua gestione siano stati ottenuti adeguamenti dell'ISE per la Seconda e Terza Area oltre ad aumenti stipendiali per il personale a contratto, e che si sono inoltre registrate 600 nuove assunzioni di Aree Funzionali. Il Ministro Tajani ha a questo proposito riferito di aver incontrato alcuni dei giovani neoassunti con l’ultimo concorso in Seconda Area  e di averli trovati molto preparati. Ci ha informati inoltre che al concorso recentemente bandito per la Seconda Area sono pervenute 30.000 candidature: significa che il Ministero degli Affari Esteri è di nuovo attrattivo.

    Il Ministro ha ricordato anche la grande attenzione posta alla Dirigenza Amministrativa, per la quale i posti consolari all'estero sono stati ampliati da 38 a 46. A breve verrà inoltre bandito un concorso da 14 posti per Dirigenti, di cui 3 per l’APC, così come altri concorsi per tutte le categorie di personale del MAECI e si punta ad arrivare ad una regolarità di concorsi anche per le Aree Funzionali. Ci saranno infine assunzioni di Personale a contratto specialmente in zone ad alto afflusso turistico verso l'Italia. Il Ministro ha infine segnalato che il dialogo con la Funzione Pubblica va avanti e che in occasione del prossimo incontro con lui parteciperà anche il Ministro Zangrillo.

    In apertura dei propri interventi, tutti i sindacati hanno concordato su due punti: più formazione per tutto il Personale, compresi gli impiegati a contratto, e costituzione di un Fondo per istituire un salario accessorio anche per il Personale a Legge Locale (che conseguentemente sarà anche soggetto a valutazione annuale).

    La nostra Organizzazione, nel proprio intervento, ha inoltre toccato i seguenti punti.

    In primis, abbiamo parlato delle continue difficoltà nella concessione dello Smart Working che tanti colleghi ci segnalano e che sono il perdurante segnale della mancanza di una cultura del Lavoro Agile da parte di alcuni settori della Dirigenza. Analoghe difficoltà si registrano talvolta perfino per l’autorizzazione delle candidature sulle Assegnazioni Brevi, spesso da parte degli stessi Capi Ufficio che concedono con fatica lo Smart Working. Abbiamo ricordato all’On. Ministro che le Assegnazioni Brevi sono uno strumento molto importante per supportare il servizio estero.  Sempre con riguardo al servizio estero, ci siamo inoltre appellati all’On. Ministro affinché le assegnazioni del Personale dell’Area della Promozione Culturale vengano definite con tempistiche adeguate. Spesso, infatti, si registrano tempi di conclusione anche di oltre due mesi a causa del mancato “disco verde” da parte del Gabinetto. In conclusione, abbiamo ricordato al Ministro anche il nostro impegno affinché al Personale in servizio al MAECI possa essere corrisposto un buono pasto, una campagna che abbiamo avviato da molto. Rimaniamo infatti convinti che ciò possa portare benefici sia ai colleghi che alla qualità del servizio Mensa, senza rischiare un peggioramento delle condizioni economiche del relativo appalto. La Mensa rimane infatti l'unico reale servizio a cui potersi rivolgere all’interno del Palazzo della Farnesina, e quello quindi che il personale tenderebbe sempre a preferire. L’introduzione del buono pasto introdurrebbe però parallelamente anche un fattore di concorrenza conservando standard qualitativi elevati scongiurando alcune oscillazioni verso il basso che si sono registrate negli anni.

    A tale ultimo riguardo, la Direttrice Generale della DGRI, Patrizia Falcinelli - da sempre sensibile alle politiche in favore del Personale della Farnesina - ha informato i presenti che in quella mattina stessa si era tenuta una riunione con i suoi collaboratori proprio per approfondire la tematica del Buono Pasto, in vista anche delle nuove, imminenti assunzioni.

    La Segreteria UILPA MAECI                                                             Roma, 14 marzo 2024

  • Incontro con l'On. Ministro Tajani del 24 luglio 2024

    Ha avuto luogo oggi un nuovo incontro tra il Ministro Tajani e le O.S. al MAECI, il settimo ormai da quando l'On. Tajani è al MAECI.

    All'incontro, anche questa volta, ha preso parte il Ministro della Funzione Pubblica Zangrillo, già alla quarta partecipazione in questo formato. Erano presenti inoltre il Segretario Generale, Amb. Guariglia, il Capo di Gabinetto Amb. Genuardi, la Direttrice Generale della DGRI, Min. Falcinelli, e il Capo della DGRI URSI, Min. De Santis.

    Il Ministro Tajani in apertura ha tenuto a ricordare il suo impegno per valorizzare e ampliare il personale del MAECI. Sono stati banditi in questi ultimi mesi numerosi nuovi concorsi ed aumentati anche i posti per le progressioni verticali delle AA.FF. da Seconda a Terza Area e da Terza a Quarta Area. È stato poi riformato il meccanismo di rimborso delle spese scolastiche all'estero e messi sul piatto anche tre milioni di euro per i rinnovi contrattuali dei contrattisti. L'obiettivo che il Ministro si è prefissato è di bandire concorsi per le AA.FF. con regolarità come avviene per quello diplomatico. A breve sarà inoltre bandito un concorso per Dirigenti, ma più in generale ha ricordato come servano concorsi per tutte le categorie di personale. In chiusura del suo intervento il Ministro ha comunque sottolineato come debba essere contrastata l'idea del dipendente pubblico fannullone.

    Subito dopo ha preso la parola il Ministro Zangrillo che ha ricordato come i lavoratori della P.A. debbano ormai dotarsi delle competenze che i tempi richiedono e che entro il 2032 andrà in pensione ben un milione di dipendenti pubblici. Il Ministro ha poi tenuto a spiegare come dietro lo slogan “posto figo” ci fosse un'idea per avvicinare i giovani, i quali ormai non sono più attratti dalla semplice stabilità del posto di lavoro ma chiedono contesti lavorativi premianti e sfidanti. Ha poi toccato un punto a lui particolarmente caro, ossia quello della Formazione, ricordando come nel 2022 il tempo medio di formazione di ogni singolo impiegato pubblico fossesolo di quattro ore all'anno. C'è poi un tema ineludibile per il futuro del pubblico impiego che è quello del merito: un mese fa la Corte dei Conti ha ricordato come gli obiettivi utilizzati per le valutazioni nella Pubblica Amministrazione non siano utili a individuare la produttività individuale in quanto non qualificano l'attività delle persone. Il risultato – ha detto il Ministro Zangrillo - è che tutti i dipendenti pubblici in tutta Italia sono valutati molto bene ma la sensazione dell'utenza esterna non è sempre questa.

    In chiusura ha poi accennato alla trattativa in corso per il nuovo CCNL: sul piatto sono stati messi 8 miliardi cifra che, per ammissione dello stesso Zangrillo, non è sufficiente a recuperare la perdita d'acquisto determinata dall'inflazione. A tale proposito ha evidenziato come di miliardi a tale scopo ne sarebbero serviti ben 32, uno stanziamento finanziario irrealizzabile.

    Al termine degli interventi di apertura hanno quindi preso la parola le singole organizzazioni sindacali, la prima delle quali è stata proprio la UILPA MAECI. Dopo aver ringraziato i Ministri presenti, la nostra sigla ha richiamato l'importanza di raggiungere all'ARAN il miglior accordo possibile sul piano economico, pur comprendendo le difficoltà esistenti. È stata poi sottolineata l'esigenza di iniziare a pensare ad una specificità contrattuale del MAECI. Questo spunto da noi offerto prende le mosse dai numerosi ed importanti rilievi formulati dalla Funzione Pubblica sulla bozza dell’ultimo Contratto Integrativo evidenziando a riguardo come, se l'Amministrazione e le OO.SS. avevano ritenuto di sottoscrivere quell'accordo, è perché quello evidentemente era il migliore possibile per il MAECI e per il personale delle AA.FF..

    Abbiamo poi ricordato le difficoltà avute con alcune Direzioni Generali in materia di benessere del personale senza tacere in particolare il fatto che alcuni Capi Ufficio hanno adottato un approccio vessatorio ed umiliante nei confronti dei propri collaboratori. Se si vuole costruire una P.A. moderna non è certamente questo l'approccio che un dirigente deve avere, peraltro in totale antitesi con quanto auspicato anche dal Ministro Zangrillo quest’oggi, ossia una Dirigenza pubblica con un approccio manageriale e motivante nei confronti del personale. Abbiamo poi ribadito la nostra richiesta di attivare i buoni pasto per i dipendenti in servizio a Roma, richiesta che ormai ha compiuto un anno. Non abbiamo comunque dimenticato neppure in questa circostanza l'Area della Promozione Culturale (anche in questa occasione chiamata in causa esclusivamente dalla nostra sigla). A tale riguardo abbiamo proposto l’estensione anche ai colleghi APC delle convenzioni già esistenti – e previste a livello normativo - per il personale del MIC e del MIUR. Nei successivi interventi, le consorelle CISL e CGIL hanno invece portato all'attenzione del Ministro, in accordo con noi, il tema dell'Indennità di Amministrazione da corrispondere anche all'estero. Si tratta di una battaglia iniziata dalla UILPA ormai ben 16 anni fa, in via giudiziaria, e conclusasi con successo ma solo a favore dei colleghi ricorrenti.

    In chiusura di riunione hanno brevemente ripreso la parola i Ministri Tajani e Zangrillo. Il primo ha ricordato come la sicurezza cibernetica sia un fattore fondamentale al quale tutti dobbiamo contribuire, soffermandosi poi sul tema della carriera che deve avvantaggiare i più bravi e non quelli più vicini a certi ambienti. Il Ministro Zangrillo ha infine confermato di aver preso nota di tutte le richieste rappresentate e di aver ammesso che la specificità del MAECI sia un tema ben presente anche all'interno della Funzione Pubblica. Per quanto riguarda il CCNL, ha detto il Ministro Zangrillo che si proverà a fare di più per gli incrementi economici, mentre ha ricordato come sullo smart working si vada ormai verso il superamento del principio della prevalenza in ufficio.

    Assicuriamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti che vigileremo comunque su quanto promesso dai nostri interlocutori istituzionali affinché venga realizzato, se non tutto, almeno in parte.

    Roma, 24 luglio 2024

    La Segreteria UILPA MAECI

  • Incontro del 30 settembre u.s. con l'On. Andrea Orsini (Commissione Esteri)

     Ha avuto luogo lo scorso 30 settembre un incontro tra L’On. Andrea Orsini, membro della Commissione Esteri della Camera e relatore del collegato alla Legge di Bilancio, il DDL 2369 ossia il Disegno di Legge sui Servizi per i cittadini e le imprese all’estero (lo stesso provvedimento sul quale la nostra sigla fu audita lo scorso giugno).  L’On. Orsini, dopo una breve presentazione, ha ceduto subito la parola alle organizzazioni sindacali.

    Il nostro coordinamento, che ha preso la parola per primo, ha ribadito quanto già segnalato in sede di audizione parlamentare ricordando in particolare le nostre preoccupazioni sulla istituenda Direzione Generale che seguirà centralmente le istanze di cittadinanza. Tale novità, in sé certamente condivisibile, fa infatti sorgere alcune preoccupazioni in particolare su due aspetti: il primo relativo agli organici, il secondo alle modalità di lavoro che il disegno di legge arriva a definire in maniera rigida.

    Relativamente agli organici, abbiamo preso atto con soddisfazione che i numeri indicati nel testo oggetto dell’audizione sono stati sensibilmente aumentati, risultando ora più coerenti con le esigenze di personale di una intera Direzione Generale.

    Nel testo iniziale infatti apparivano piuttosto scarni gli incrementi delle dotazioni organiche del personale della Seconda e della Terza Area funzionale legate all’istituzione della nuova struttura, proprio quel personale quindi dotato della maggiore conoscenza della materia ed al quale andava conseguentemente garantita una adeguata dotazione organica all’interno della nascente struttura.

    Anche sui metodi di lavoro, abbiamo rilevato la volontà di evitare che le scrivanie della nuova Direzione Generale vengano inondate di carte da lavorare, come avveniva in un passato fortunatamente non più recente.

    Il testo originario del Disegno di Legge specificava infatti che tutte le nuove pratiche di cittadinanza sarebbero state presentate ai Consolati in formato cartaceo, per essere poi inoltrate alla nuova Direzione Generale costituita a Roma. Un simile modus operandi avrebbe perciò inondato i nascenti uffici di una montagna di carta, come si era abituati in passato a vederne negli uffici pubblici prima che l'informatizzazione prendesse il sopravvento.

    Abbiamo invece ricordato all’On. Orsini che la digitalizzazione della P.A. è stata una conquista che ha emancipato il dipendente pubblico dall’immagine dell’uomo nascosto dietro colonne di documenti impilati sulla sua scrivania.

    Non ci siamo neppure dimenticati di sottolineare l’importanza del DDL 2369 per il finanziamento dell’FRD attingendo alle percezioni per le pratiche di cittadinanza oltre ad ulteriori importanti novità in favore del personale a contratto.

    È stata infine rinnovata anche la segnalazione sulla discriminatoria decurtazione del 12% dell’ISE per i colleghi all’estero che condividono la medesima abitazione. A tutt’oggi due distinte norme – l’art. 171, 2° comma, e l’art. 178 – disciplinano infatti la medesima fattispecie. Si tratta in primis di una inutile duplicazione, che in un’ottica di semplificazione sarebbe opportuno rimuovere. Con l’occasione abbiamo ulteriormente evidenziato come il DPR 18/67 necessiti ormai di alcune riforme profonde, trattandosi di un corpus normativo concepito in un diverso momento storico, sia sul piano interno che internazionale.

    Tutti i sindacati hanno poi sostenuto che un FRD di un milione di euro per tremila impiegati locali non sia sufficiente.

    Lo stesso Orsini ci ha rassicurati a riguardo che la stessa Amministrazione sta cercando ulteriori fondi per la premialità del personale a contratto a legge locale che, lo ricordiamo, a breve sarà valutato al pari delle Aree Funzionali.

    Al termine dell’intervento, l’On. Orsini ha risposto brevemente e sinteticamente ad alcune sollecitazioni, invitando tutti gli interlocutori ad inoltrargli ulteriori documenti utili ad impostare correttamente sia il DDL 2369 che la normativa di riferimento del MAECI in generale.

    Segnaliamo con l’occasione che la scrivente O.S. ha, in data odierna, inviato all’Ufficio per i rapporti con il Parlamento due documenti tecnici sulla Famiglia della Promozione Culturale e sulla decurtazione del 12% dell’ISE per le coppie che condividono la medesima abitazione all’estero.

    Ricordiamo a tutti in conclusione che la Quarta Area è stata istituita a livello centrale dalle sigle sindacali nazionali per tutta la P.A., e che successivamente la stessa è stata applicata al MAECI al termine di un negoziato durato due anni, durante i quali la scrivente si è dovuta battere duramente per estenderla a tutti i profili. Nessun sindacato può rivendicarne la paternità esclusiva.

     

  • INCONTRO DGRI – DGSP – OO.SS. SULLE PROBLEMATICHE DELL’AREA DELLA PROMOZIONE CULTURALE

    In risposta alla lettera aperta del 5 aprile 2019 sulle problematiche dell’Area della Promozione Culturale, da noi inviata a firma congiunta ai Direttori Generali della DGRI e della DGSP, si è tenuta nella mattinata dell’8 maggio scorso, un incontro tra i rappresentanti dell’Amministrazione e quelli delle nostre sigle sindacali.

    Per l’Amministrazione erano presenti il Direttore Generale per le risorse e l'innovazione, Min. Plen. Renato Varriale; il Direttore Generale per la promozione del sistema Paese, Min. Plen. Vincenzo de Luca; il Vice Direttore Generale e Vicario DGSP/Direttore Centrale per la promozione della cultura e della lingua italiana, Min. Plen. Roberto Vellano; il Capo dell’Ufficio VIII DGSP (Promozione culturale e Istituti italiani di cultura) e Vicario del VDG/DC per la promozione della cultura e della lingua italiana, Cons. Amb. Giuseppe Pastorelli. Era altresì presente il Capo dell’Unità per le relazioni sindacali e l'innovazione, Cons. Amb. Alfonso Di Riso.

    Presenti per queste sigle sindacali, oltre ai Coordinatori nazionali Silvia Scarinci (CGIL), Alfredo Di Lorenzo (UIL) e Aldo Migani su delega del Coordinatore nazionale CISL, i Funzionari dell’Area della Promozione Culturale Salvatore Schirmo, Edoardo Crisafulli e Redenta Maffettone.

    L’incontro è stato franco ma cordiale. I Rappresentanti dell’Amministrazione hanno mostrato apertura e disponibilità a discutere i problemi della categoria, in questa e in altre periodiche occasioni al fine di consentire un monitoraggio dell’evoluzione delle problematiche evidenziate. Si è deciso quindi di passare in esame punto per punto la lettera aperta del 5 aprile.

    Hanno esordito i rappresentanti delle sigle sindacali, i quali hanno spiegato più in dettaglio i problemi della categoria. Sono seguite le risposte, articolate, dell’Amministrazione.

    1. De-mansionamento e allo-mansionamento. I rappresentanti dell’Amministrazione hanno ribadito che l’attuale situazione di necessità (carenza organici delle Aree funzionali) rende assolutamente temporaneo e straordinario l’utilizzo di Funzionari APC per mansioni estranee al profilo. Consci che la “supplenza” non può avere un carattere strutturale, hanno manifestato la volontà di risolvere al più presto il problema, anche grazie alla sensibile attenzione della DGRI che intende reperire figure amministrative e contabili da assegnare alla DGSP. In attesa degli sviluppi delle procedure concorsuali in atto, dovrebbero essere assegnate un paio di unità in rientro da posizioni di comando e/o fuori ruolo prioritariamente agli Uffici VII e VIII che manifestano le maggiori situazioni di squilibrio.
    2. In merito alle procedure interne per i passaggi dalla Seconda alla Terza Area ed alle procedure concorsuali per l’assunzione al MAECI di 177 funzionari nel profilo ACC e 44 in quello APC, il Direttore Generale della DGRI, Varriale, ha preannunciato soluzioni idonee a sbloccare lo stallo della prima procedura che però non vedrà l’aumento del numero dei vincitori per il profilo APC che rimarrà invariato alle 8 unità previste dal bando. L’assunzione di queste 8 unità, tutte destinate presso la DGSP, dovrebbe avvenire entro l’estate. Riguardo le due procedure pubbliche concorsuali, il Min. Varriale ha fatto presente le gravi problematiche che si stanno affrontando per porre rimedio alle imprecisioni nell’organizzazione delle prove da parte di Formez e della Commissione Ripam. Il Direttore Generale della DGRI ha però espresso ottimismo sulla possibilità che il concorso per 44 funzionari APC si concluda entro l’anno.
    3. Riguardo un possibile concorso per la dirigenza APC, vi è l’apertura dell’Amministrazione ma occorre attendere che maturino le disponibilità in organico per attivare la procedura di richiesta dell’autorizzazione alla Funzione Pubblica.
    4. Liste di trasferimento. Il Cons. Pastorelli ha esplicitamente confermato che verrà pubblicizzata una lista straordinaria entro l’estate prossima, in attesa di eventuali altre straordinarie e della lista ordinaria di dicembre 2019. Tuttavia il Min. Vellano ha detto che difficilmente potranno essere pubblicizzate tutte le sedi vacanti, come dovrebbe essere, in quanto si dovrà procedere ad una riflessione su quali posti sono di copertura prioritaria, stante il gran numero di posti vacanti e l’insufficiente personale APC che non riesce a far fronte alle esigenze della rete e della Direzione Generale (su 142 posti in organico sono presenti in servizio solo 91 funzionari APC). Circa le prossime partenze dal Ministero, è stato affermato che queste avverranno gradualmente, man mano che entreranno in servizio i nuovi colleghi. Si presume, dunque, che i funzionari APC già nominati con la lista ordinaria 2018 e quelli che lo saranno con la prossima lista straordinaria, potranno partire non appena avranno assunto le 8 unità selezionate con la procedura interna. Al fine di garantire il minimo di funzionalità della rete degli IIC e di tendere alla massima copertura delle sedi nelle condizioni date, il Min. Varriale ha ipotizzato la possibilità che vengano sondati preventivamente i potenziali candidati onde procedere alla pubblicità di liste con sedi che abbiano la maggior certezza di essere ricoperte.
    5. Sulle assegnazioni brevi, il Direttore Generale della DGRI ha affermato l’importanza di questo strumento sia dal punto di vista operativo sia dal punto di vista formativo, sottolineando come l’esperienza di tali assegnazioni, per le aree funzionali e per le Sedi, sia stata finora molto positiva. Su questo punto la DGSP non ha lasciato intendere se sia disponibile a ricorrere in futuro alle assegnazioni brevi quando necessario.
    6. Formazione: l’Amministrazione ha espresso interesse affinché gli APC possano accedere a varie modalità di formazione, tra cui la partecipazione al Gruppo di lavoro costituito nell’Ufficio VIII, a giornate intensive durante cui verrà offerto agli APC un corso pre-posting sugli obiettivi di sistema nella sede in cui si andrà ad operare, ad altre modalità on-line.

    Le sigle sindacali hanno incalzato i Rappresentanti dell’Amministrazione soprattutto sull’inopportunità del demansionamento e dell’allomansionamento, nonché sulla necessità di assegnare tutti i nuovi addetti APC alla DGSP; hanno altresì ribadito la richiesta che escano liste straordinarie/assegnazioni brevi in analogia con quanto avviene per tutto il restante personale del MAECI, e infine hanno chiesto che tutti gli APC in servizio a Roma possano partecipare al gruppo informale di lavoro, che rappresenta un’opportunità di aggiornamento, di brain-storming e di crescita professionale per tutti.

    Roma, 20 maggio 2019

                  FP CGIL                                         CISL FP                                                 UIL PA

    La Coordinatrice Nazionale                    Il Coordinatore Nazionale                     Il Coordinatore Nazionale

                Silvia Scarinci                                Antonio Fanfani                                    Alfredo Di Lorenzo

  • LA UILPA MAECI INFORMA - Principali novità per i prossimi mesi.

    In occasione della ripresa delle attività, dopo la pausa estiva, inviamo di seguito un aggiornamento a tutti gli iscritti sulle principali novità in vista nella parte finale del 2025. 

    Segnaliamo, in primis, che l'Amministrazione dovrebbe pubblicare a breve il bando per la Quarta Area. Per chi ancora non lo sapesse, si tratta della cosiddetta "Area delle elevate professionalità" già prevista da diverso tempo negli Enti locali.

    Come indicato, in particolare, nel CCNL vigente "questa Area accoglie figure con elevata specializzazione e funzioni di coordinamento, posizionandosi tra i funzionari e i dirigenti, e mira a offrire prospettive di carriera, attrarre talenti e valorizzare le competenze dei dipendenti pubblici" (in allegato la declaratoria del Contratto integrativo negoziato con l'Amministrazione e la Dichiarazione sui posti funzione all'estero per i futuri funzionari della Quarta Area).

    A settembre inoltre sarà pagato l'FRD 2024 (l'ex FUA). Ad inizio luglio si sono infatti concluse le riunioni di secondo livello con le RSU ed in questi giorni dovrebbero arrivare le "bollinature" dell'UCB.

    Un'altra possibile novità in vista, legata alle consistenti immissioni di nuovo personale, riguarda l'introduzione della settimana corta per il personale a Roma, spalmando le 36 ore lavorative da contratto su quattro giornate anziché cinque.

    E' infine imminente la pubblicazione del bando per i passaggi economici, indicativamente previsto per il prossimo mese di ottobre. La procedura si concluderà entro l'anno.

    La Segreteria UILPA MAECI

  • Lettera ai Direttori Generali della DGRI e della DGSP sulle problematiche dell’Area della Promozione Culturale

    In aggiunta alle richieste di informazioni da parte dei Coordinamenti al MAECI di CGIL, CISL e UIL, indirizzate al Direttore Generale del Personale, Ambasciatore Renato Varriale con lettera del 2 aprile u.s. (https://bit.ly/3qZrpEI), si ritiene opportuno sollevare una serie di ulteriori questioni riguardanti l’Area della Promozione Culturale.

    In vista dell’apertura di un confronto utile con l’Amministrazione, si ravvisa infatti la necessità di richiamare specificamente anche il contenuto della lettera all’On. Ministro del 13 novembre u.s. (https://bit.ly/3zxQkmG) con particolare riferimento alla parte relativa alle risorse umane.

    Nel prendere atto con comprensibile soddisfazione di quanto annunciato dal Cons. Pastorelli in occasione dell’ultimo incontro con le rappresentanze sindacali - ossia che i cd. “Addetti Reggenti” appartengono al passato - evidenziamo come, a maggior ragione, appaia ancora più delicato il problema delle dotazioni organiche dell’Area della Promozione Culturale. La recente immissione di 15 nuove unità dai concorsi effettuati nel 2019 – 10 dalla graduatoria del concorso esterno e 5 da quella del concorso interno – è un segnale che va indubbiamente nella direzione giusta. Tuttavia, per risolvere efficacemente e definitivamente la questione riteniamo ancora attuale ed urgente un ampliamento della pianta organiche della Terza Area APC, anche per far fronte all’aumento esponenziale dei carichi di lavoro.

    Con le recenti immissioni in ruolo è stato raggiunto infatti ripetutamente raggiunto il limite massimo di funzionari e sarebbe pertanto necessario un incremento di almeno 50 ulteriori unità in pianta organica entro la fine del 2021, a prescindere dai pensionamenti che avverranno entro quella data, così da portare l’organico ad un totale di 200 addetti.

    L’ampliamento della pianta organica andrebbe esteso anche alla Dirigenza APC dove attualmente risultano peraltro in servizio solo 5 unità. Ne sarebbe necessarie almeno 10, anche per consentire un meritato sviluppo di carriera ai Direttori di Istituto, altrimenti ancorati in modo permanente al loro profilo giuridico.

    Ultimo punto, ma logicamente collegato al precedente ed altrettanto importante, è quello relativo alle retribuzioni del personale della Terza Area APC sia a Roma che all’estero.

    Il lavoro di promozione culturale, per sua stessa natura, è dirigenziale ab initio, eppure accade che Direttori con esperienze in importanti Istituti si ritrovino, alla soglia della pensione, con stipendi inferiori a quello di un docente di scuola media. Ricordiamo a tale proposito che il personale APC è escluso dallo scatto ventennale sull'ISE e pertanto la necessità di farne progredire economicamente gli appartenenti appare perfino più stringente rispetto agli altri profili delle Aree Funzionali.

    A tale ultimo proposito, la scrivente O.S. è disponibile a valutare, sia con l’Amministrazione che con le altre sigle rappresentative delle Aree Funzionali, la possibilità di passaggi di fascia economica per la sola Area della Promozione Culturale espressamente motivabili, per l’appunto, dall’esigenza di compensare il mancato scatto ventennale sull’Indennità di Servizio Estero.

    In attesa di un cenno di riscontro, si ringrazia anticipatamente per l’attenzione.

  • Lettera aperta ai Direttori Generali della DGSP e della DGRI

    Lettera aperta

    al Direttore Generale della DGRI

    al Direttore Generale della DGSP

     

    Roma, 5 aprile 2019

     

    Egregi Direttori Generali,

    quali Coordinatori delle Segreterie delle sigle sindacali CGIL – CISL – UIL in questo Ministero, nello svolgimento dei compiti di rappresentanza dei lavoratori in ambito di contrattazione decentrata intendiamo unitariamente portare a conoscenza delle SS.LL. quanto segue.

    Premettiamo che è nostro interesse garantire, anche attraverso il nostro lavoro, l’efficienza del servizio pubblico, pur essendo pienamente consapevoli delle questioni spinose che affliggono la Pubblica Amministrazione in tema di riforma della dirigenza, ricambio del personale, benessere organizzativo o più specificamente in materia di digitalizzazione del lavoro nel pubblico impiego, e che sono oggetto di contrattazione prevalentemente in sede nazionale.

    Cogliamo molto positivamente la notizia di pochi giorni fa del Ministro Giulia Bongiorno circa l’intenzione di assumere 450.000 lavoratori nella Pubblica Amministrazione nel prossimo triennio. Come organizzazioni sindacali del MAECI ci auguriamo che nel piano assunzioni nazionale sia dato spazio anche a quelle prestazioni particolari, come quelle del comparto Esteri (diplomatiche, amministrative e culturali), le quali, non solo hanno un impatto sulla vita dei cittadini italiani e stranieri all’estero ma, in qualche modo, possono anche contribuire allo sviluppo culturale ed economico del nostro Paese.  

    Alla luce di quanto sopra rappresentato, è nostra intenzione indicare alcuni spunti di riflessione che riteniamo possano migliorare nelle attuali condizioni la funzionalità degli uffici e che corrispondano anche alle legittime aspirazioni professionali dei funzionari Addetti alla Promozione Culturale (APC) in servizio presso l’Amministrazione centrale:

    1) facciamo presente che i funzionari APC, vivono, in particolare in sede centrale, situazioni di forte “demansionamento” o di “allomansionamento” (nel senso che esercitano funzioni tipiche della seconda area o funzioni contabili in senso stretto) giustificate con la contrazione del personale appartenente alle qualifiche funzionali, in particolare del personale amministrativo e contabile di seconda e terza area. Pienamente consapevoli del momento di emergenza, tutti i funzionari APC hanno finora reagito con senso di responsabilità e spirito di collaborazione, giungendo di fatto ad esercitare una “supplenza” del personale inquadrato nel profilo unico amministrativo-contabile ma mai negando la propria disponibilità anche su materie non direttamente di propria competenza contrattuale;

    2) auspichiamo che la Direzione Generale Sistema Paese richieda alla Direzione Generale delle Risorse e dell’Innovazione che un adeguato numero di unità di funzionari amministrativi, con competenze amministrativo-contabili, selezionati attraverso le procedure concorsuali esterna ed interna, possa essere assegnato nei propri uffici affinché gli addetti APC, possano dedicarsi, prevalentemente, alle specifiche funzioni previste dalla legge 401/90 e dal CNL;

    3) chiediamo, altresì, di conoscere quali interventi le Direzioni Generali intendano porre in atto per accelerare i tempi dell’immissione nei ruoli APC degli otto vincitori della selezione per la progressione dalla Seconda alla Terza Area funzionale. Si fa presente che questa procedura, su cui vari colleghi APC hanno manifestato fondate perplessità, è stata giustificata dall’Amministrazione sulla base di impellenti necessità (vuoti nell’organico). Alla luce di ciò, un ritardo nell’assunzione di queste unità sarebbe quanto meno incomprensibile;

    4) torniamo a rammentare la urgente necessità di mettere a concorso, a partire dal 2020, i posti di dirigente alla promozione culturale in vista dei futuri collocamenti a riposo previsti dal 2019, nella misura indicata dalla Legge 401/90;

    5) prendiamo atto con preoccupazione che perdura la criticità della rete estera degli IIC. Molti Istituti di Cultura sono privi completamente di personale di ruolo APC e, non essendoci in servizio né un direttore né un addetto, sono affidati alla reggenza dei Capi Missione con conseguente aggravio delle attività istituzionali delle Ambasciate e degli Uffici consolari. Per alcuni di questi IIC, come a Bratislava, Vilnius, Cordoba, Mumbai, la situazione perdura da diversi anni. Inoltre, nonostante le assegnazioni sulla lista ordinaria 2018 APC, sono restate vacanti sedi di primaria importanza e altre si renderanno disponibili nei prossimi mesi come Santiago, Nairobi, Kiev, Istanbul, Il Cairo, Città del Messico, Cracovia, Vancouver, ecc. Occorre poi considerare il pesante sottodimensionamento delle sedi di “chiara fama” e dirigenziali dove sono tuttora vacanti numerosi posto di addetto come, tra gli altri, Tokyo, Abu Dhabi, Pechino, Mosca.

    6) chiediamo di procedere ad una regolare pubblicità di liste prevedendo, come per il restante personale del MAECI, liste ordinarie estive e invernali e liste straordinarie in cui vengano pubblicizzate tutte le sedi disponibili e che si renderanno vacanti entro un anno, ciò per garantire il minimo di funzionalità della rete estera degli IIC ed in osservazione al principio della massima copertura delle sedi;

    7) chiediamo altresì di valutare l’opportunità di pubblicizzare anche alcune assegnazioni brevi, come avviene peraltro per il personale diplomatico e delle qualifiche funzionali, nei casi ritenuti prioritari dalla DGSP, e che nell’unico precedente ha portato positivamente all’assegnazione di un funzionario APC ad Abu Dhabi;

    8) saremo grati per un riscontro anche in merito ai tempi di diramazione di liste straordinarie ed ordinaria nel 2019. Al fine di consentire all’Amministrazione di operare un’ampia cernita dei funzionari provvisti dei requisiti professionali idonei, e considerato il numero limitato dei potenziali candidati, chiediamo che sia considerata l’opportunità di non prevedere l’obbligatorietà di indicare alcune sedi (visto, per esperienze precedenti, che tali vincoli, lungi dall’assicurare la copertura delle sedi interessate finiscono, perlopiù, per scoraggiare  i potenziali candidati dal fare domanda)  e di stabilire tempi ridotti di permanenza presso l’Amministrazione centrale, come già del resto accade per le qualifiche funzionali.

    9) occorre infine prevedere, in vista dei successivi periodi di servizio estero, una fase di indispensabile formazione e di aggiornamento culturale durante la permanenza a Roma, che approfondisca anche gli aspetti di natura amministrativa e gestionale.

    In definitiva chiediamo, cortesemente, un incontro che ci consenta di confrontarci sulle questioni su indicate.


                              FP CGIL                                       CISL FP                                        UILPA

    Silvia Scarinci                               Antonio Fanfani                         Alfredo Di Lorenzo

  • Lettera per l'On. Ministro, Luigi Di Maio, e per gli Oonn. Vice Ministri e Sottosegretari sui problemi dell'Area della Promozione Culturale - Trent'anni dopo la L.401/90: è ora di riforme!

    Gent.mo On. Ministro Luigi Di Maio, 

    gent.me On. Vice Ministri Emanuela Del Re e Marina Sereni

    gent.mi On. Sottosegretari Manlio Di Stefano, Antonio Ricardo Merlo ed Ivan Scalfarotto


    abbiamo deciso di scrivervi, certi che condividiate con noi la necessità di promuovere all’estero l’immagine e le eccellenze del nostro Paese. Riteniamo che sia giunto il momento di riavviare un dibattito sul ruolo della cultura italiana nel mondo, missione cui sono preposti i nostri 83 Istituti di Cultura dislocati in tutti i continenti. Il nostro ingente patrimonio culturale è fonte di un prestigio indiscusso, unanimemente. La profonda crisi economica scatenata dalla pandemia costituisce un banco di prova e, al contempo, una formidabile opportunità per riaffermare la centralità della cultura italiana a livello sia politico sia economico. La cultura, dobbiamo ribadirlo, è senza dubbio una risorsa preziosa per incrementare il reddito nazionale. Non è affatto vero che “con la cultura non si mangia”: la promozione della cultura italiana all’estero, sotto l’egida del MAECI, ha sempre dato e continuerà a dare un forte impulso alla conoscenza del Made in Italy - in particolare design e moda - all’internazionalizzazione delle università e delle aziende italiane e, last but not least, all’espansione del turismo culturale (settore, quest’ultimo, che ha straordinarie potenzialità non ancora sfruttate appieno).

    Negli ultimi anni è prevalsa di fatto una delega ed una valorizzazione della sola carriera diplomatica. Non a caso da tempo chiediamo, senza risultato, che venga pubblicato un sintetico curriculum di tutti i funzionari, attualmente previsto solo per i dirigenti. Sarebbe invece necessario un nuovo tipo di approccio che valorizzi tutte le categorie impegnate nel funzionamento della complessa macchina della Farnesina. Basterebbe scorrere i curriculum del personale delle Aree Funzionali– coloro che mandano avanti la macchina – per rendersene conto: la maggior parte è iper qualificata rispetto alle mansioni ricoperte.

    Il nostro intento non è recriminare quanto piuttosto auspicare che si volti pagina e che ci si ponga al passo con i tempi, dando un segnale politico di discontinuità. A titolo di esempio, nel 2018 gran parte degli addetti culturali in servizio a Roma è stata esclusa dagli Stati generali della lingua italiana. Direttori di Istituto, che hanno gestito per decenni corsi di lingua nel mondo, non sono stati né coinvolti nella fase preparatoria dell’assise, né ad essa invitati. E, a conclusione dei lavori, al prestigioso incontro con il Presidente della Repubblica Mattarella, erano presenti alcuni giovani diplomatici, e neppure un direttore di Istituto di Cultura.  Ci auguriamo vivamente che fatti incresciosi del genere non avvengano più.

    Il personale della promozione culturale soffre attualmente a causa della schizofrenia conclamata di un Ministero che da una parte gli chiede ogni giorno spirito di squadra, compattezza, dedizione al servizio della Nazione, dall’altra data la struttura semifeudale di questa Amministrazione, ne soffoca l’elevata professionalità richiesta sia per entrare nei ruoli che per dirigere gli Istituti di Cultura all’estero. 

    Ci auguriamo che i nostri vertici politici siano consapevoli che il recente concorso per funzionari della promozione culturale (APC) ha immesso in ruolo decine di giovani brillanti, preparati e motivati. Essi sono il futuro della promozione culturale, dobbiamo convincerli che in Italia è possibile coniugare equità e meritocrazia. Gli addetti culturali danno lustro all’Amministrazione e dovrebbero sentirsi parte di una squadra coesa, ex aequo con tutti i dipendenti della Farnesina, pur nel rispetto dei ruoli distinti.

    È ormai palpabile il disagio e la frustrazione dei funzionari APC in servizio a Roma, i quali da anni sono sottoposti a forme sistematiche di demansionamento e “allomansionamento” incompatibili con il CCNL, nonché costretti a eccessivi carichi di lavoro. Dispiace dover notare che la dirigenza diplomatica, presso la DGSP, in questi anni non ha prestato ascolto alle richieste della categoria, né quella di coprire gli Istituti vacanti con il personale disposto a partire per l’estero in tempi brevi, uniformando i criteri temporali di candidabilità con quelli in vigore presso la DGRI, né quella, semplicissima, di assegnare un esperto amministrativo-contabile all’ufficio VIII della DGSP. Anzi, è mancata quella sensibilità e capacità di ascolto e di gestione del personale. Eppure senza il lavoro, a volte volontario, degli APC gli uffici culturali della DGSP non potrebbero raggiungere gli obiettivi prefissati, né gestire una rete complessa di ben 83 IIC.

    Vorremmo capire: chi decide sulla ristrutturazione della rete estera degli IIC? Può la dirigenza diplomatica pubblicare liste di pubblicità con pochissimi posti pur di tenere il personale APC a Roma, impiegato anche in compiti non attinenti al proprio profilo? Queste decisioni, quasi sempre, sono state calate sul personale APC dall’alto. Se i diplomatici hanno tutto il diritto di far valere le loro prerogative di capi struttura, i funzionari hanno il diritto – in base all’art. 21 della Costituzione – di esprimere il proprio dissenso. Ed è per questo che ci appelliamo alla fonte primaria del potere, in una democrazia, a coloro che esercitano la funzione di governo e indirizzo politico, su mandato parlamentare. Si tratta di decidere se si intenda vivere in una democrazia allargata, basata sul consenso, sulla mediazione dei corpi intermedi (come i Sindacati), oppure se si opta per il cesarismo gerarchico gestito dall’alta burocrazia.

    Ribadiamo il nostro non interesse alla polemica ma crediamo nella possibilità di un’azione riformatrice che possa cambiare il passo alla Farnesina. Premesso ciò, ancora una volta, mettiamo a disposizione dell’Amministrazione le competenze del personale APC.

    Noi, Sindacati confederali, abbiamo sempre creduto nella mediazione e nel dialogo, fedeli in ciò a una lunga tradizione ispirata a senso di responsabilità e mirata alla coesione nazionale. Il recente concorso per l’area della promozione culturale, già annunciato nel 2016, autorizzato in deroga, e finito di espletare nel 2020 (tempi troppo lunghi!) è stato un segnale pur importante, ma non basta: i concorsi per la carriera diplomatica vengono banditi regolarmente, mentre le altre carriere, falcidiate dai pensionamenti, sono ormai ridotte al lumicino. L’età media dei funzionari è troppo elevata, abbiamo bisogno di un ulteriore apporto di energie giovani e vitali.

    Non lo si ripeterà mai abbastanza: la Farnesina non è solo la “casa” dei diplomatici, bensì di tutti i dipendenti di ruolo i quali svolgono il loro dovere con spirito di servizio, nonostante le modeste retribuzioni. La delicatissima funzione che il nostro Ministero svolge, in Italia e all’estero, non si regge solo sul lavoro della dirigenza, bensì anche sulle numerose attività portate avanti con successo da centinaia di funzionari amministrativi, contabili, economici e addetti culturali, il cui contributo alla proiezione estera dell’Italia è spesso misconosciuto o non adeguatamente riconosciuto. Ciò è tanto più grave alla luce del fatto appena menzionato per cui la mannaia dei tagli al personale, negli ultimi anni, ha colpito selettivamente: in primis i funzionari, le aree terze e seconde, lasciando indenne la carriera diplomatica. Ciò non poteva non determinare un aumento esponenziale dei carichi di lavoro, a cui non è corrisposto un adeguato riconoscimento delle professionalità.

    Proponiamo con il documento allegato una serie di proposte e di spunti di riflessione, elaborati dal personale APC e che condividiamo auspicando che questa volta vengano davvero presi in considerazione dalla nostra dirigenza e rappresentino un punto di ripartenza del dialogo, sindacale ma anche interpersonale, all’interno della DGSP.

    Siamo infatti certi che voi abbiate gli strumenti e la volontà per spingere l’Amministrazione ad affrontare e risolvere le problematiche segnalate, in modo che al personale APC siano riconosciuti i diritti e i meriti.

    FP CGIL                        CISL FP                         UILPA

    Silvia Scarinci                Aldo Migani         Alfredo Di Lorenzo

  • Lista Ordinaria FPC: Lettera a Babbo Natale

    BabboNatale lista

     

    Caro Babbo Natale,

    ti scriviamo questa letterina per chiederti, quest'anno, un regalo speciale: la Lista Ordinaria FPC prima che arrivi la Befana.

    Grazie Babbo Natale!

    La Segreteria UIL FP MAECI

     

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