GLI INTERESSI POLITICI PRIMA DI TUTTO!
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Lunedì 13 luglio, su indicazione dell’On. Ministro Luigi Di Maio, il Sottosegretario agli Esteri, Sen. Ricardo Merlo - con delega per gli italiani nel mondo - ha incontrato i rappresentanti delle sigle sindacali presenti alla Farnesina per conoscere la loro posizione in merito all'organizzazione del referendum costituzionale, confermativo del taglio del numero dei parlamentari, in uno scenario mondiale ancora caratterizzato dall'emergenza sanitaria a causa della diffusa pandemia da coronavirus.
Seppure con diverse sfumature ed accentuazioni, tutti i dirigenti sindacali, ed in particolare i Coordinatori di CISL, CGIL e UIL, che in quest'ordine sono intervenuti per primi, pur sottolineando l'importanza di garantire l'esercizio del diritto di voto ai nostri connazionali all'estero, non avevano mancato di evidenziare come in questo momento tale diritto debba inevitabilmente trovare un limite nel diritto, costituzionalmente garantito, della tutela della salute dei colleghi in servizio all'estero soprattutto in quei Paesi - molti dei quali anche di forte emigrazione (Stati Uniti, Centro America e quasi tutto il Sud America) - in cui l'emergenza sanitaria è in una fase ancora drammatica. Gli stessi rappresentanti sindacali avevano aggiunto che, al momento, non era ipotizzabile chiedere al personale delle Rappresentanze diplomatico-consolari di molti Paesi un incremento della quota di lavoro in presenza, tuttavia necessaria per assicurare le attività indispensabili ad una corretta e puntuale organizzazione del referendum costituzionale. Pur essendo coscienti che si trattava di una scelta esclusivamente politica, la richiesta pressoché unanime arrivata da parte sindacale, è stata quella di prevedere un ulteriore rinvio del referendum.
Il Sottosegretario Sen. Merlo, nell'assicurare che avrebbe riferito all’On. Ministro le chiare indicazioni emerse dall'incontro, ha ringraziato i rappresentanti sindacali e – esternando apertamente la sua convinzione sull'importanza delle organizzazioni sindacali quale "strumento fondamentale per portare avanti in maniera efficace le politiche per gli italiani all'estero" – ha espresso il proposito di voler far seguire a questo altri incontri con le parti sociali per affrontare con esse le problematiche della rete diplomatico-consolare e dell'erogazione dei servizi consolari ai fini di un miglioramento dell'offerta degli stessi ai nostri connazionali.
Nella mattina di mercoledì 15 luglio abbiamo tuttavia appreso dagli organi di stampa che il governo aveva formalmente proposto le date del 20 e 21 settembre 2020 per lo svolgimento della consultazione referendaria.
Se da un lato manifestiamo il nostro apprezzamento nei confronti del Sottosegretario Merlo, che ha mostrato attenzione e volontà di dialogo con le Organizzazioni Sindacali su una questione così delicata, dall’altro non possiamo dire altrettanto rispetto ad una decisione eminentemente politica che, in quanto tale, non può che provenire dal massimo vertice del nostro Ministero.
Spiace a questo proposito dover prendere atto che la tanto sbandierata intenzione di introdurre un corso nuovo anche al Ministero degli Esteri non sia stata seguita dai fatti.
L’On. Ministro Luigi Di Maio, in questi mesi, non si è comportato con le organizzazioni sindacali in modo molto diverso dal suo predecessore che, lo ricordiamo, ritenne di incontrarle esattamente un anno fa solo quando la crisi del precedente governo ormai incombeva, dopo aver ignorato invece le numerose richieste di incontro che gli erano state rivolte in precedenza, fin dal suo insediamento al Ministero.
Alla data odierna non risulta infatti che una sola delle missive e delle richieste che fino ad oggi sono state personalmente indirizzate all'On. Ministro Luigi Di Maio abbia avuto riscontro.
Spiace ancora di più dover prendere atto della disattenzione manifestata, in più di una occasione, dall’On. Ministro nei confronti del personale.
Ricordiamo in particolare il messaggio diramato in occasione della festività del 1° maggio, oggetto di un nostro comunicato ancora oggi affisso nelle bacheche del Ministero (e consultabile all'indirizzo https://esteri.uilpa.it/note-e-comunicati/107-nota-unitaria-su-discorso-dell-on-ministro-in-occasione-del-1-maggio.html), nel quale ringraziava tutte le categorie che si erano confrontate con l’emergenza sanitaria, dimenticandosi tuttavia – clamorosamente – dei connazionali all'estero che avevano invece perduto il lavoro e del personale della Farnesina che aveva contribuito a rimpatriarli a decine di migliaia. Né hanno successivamente aiutato a ricomporre la situazione le scuse in merito rivolte al solo personale diplomatico, dimenticandosi ancora una volta degli italiani all'estero ma anche del “restante personale” (aree funzionali e contrattisti) del Ministero, circa i due terzi del totale dei lavoratori del MAECI.
Se questa è la considerazione che l’On. Luigi Di Maio ha del personale della Farnesina e dei suoi rappresentanti sindacali, quanto il Ministro potrà essersi battuto in Consiglio dei Ministri per un ulteriore rinvio del referendum? Crediamo, molto poco!
E, allora, non deve stupire che, senza colpo ferire, sia stata presa una decisione che rischia di mettere in pericolo la salute tanto degli impiegati dei Consolati in molte zone del mondo (che, se avessero fatto parte del suolo nazionale, sarebbero state considerate a tutti gli effetti “zone rosse”) quanto quella dei connazionali che, per esercitare il proprio diritto di voto potrebbero essere costretti a spostarsi dalle proprie abitazioni per inviare i plichi ricevuti per posta o per richiedere assistenza alle strutture consolari competenti. Infatti, non saranno poche le zone del mondo in cui le difficoltà organizzative unite alla riduzione di operatività delle strutture consolari necessaria per prevenire i contagi, non consentiranno il regolare inoltro dei plichi. E senza contare che molti dei nostri colleghi all'estero arriveranno a questo appuntamento già provati da mesi di pesante lavoro di assistenza ai connazionali per organizzarne il rimpatrio e, in molti casi, anche da una sorta di forzata “clausura” nei rispettivi Paesi di accreditamento che sta impedendo loro di vedere le proprie famiglie dalla fine dello scorso anno e che, probabilmente, le necessità organizzative per la preparazione del referendum costringeranno nelle loro sedi di servizio fino almeno a fine settembre.
Il Ministro deve sapere fin d’ora che le colpe di malfunzionamenti nella gestione della procedura elettorale o di una bassa affluenza al voto – che potrebbe prestare il fianco ai detrattori della riforma sottoposta a referendum – non dovranno in alcun modo essere fatte ricadere sul personale delle Rappresentanze diplomatico-consolari ma dovranno tutte essere assunte dalla classe politica che ha preso una decisione insensata quando il buon senso avrebbe dovuto suggerire un rinvio della consultazione referendaria.
Come pure qualcuno – che non saremo di certo noi – si dovrà assumere la responsabilità degli eventuali contagi che potrebbero venir fuori a seguito di questa decisione, anche se, ovviamente, il nostro auspicio è che non si arrivi a tanto, ed anzi, nutriamo ancora la speranza che, in extremis, possa arrivare un ripensamento profondo rispetto alla decisione di tenere il referendum costituzionale a fine settembre prossimo.
FP CGIL Esteri CISL FP Esteri UILPA Esteri
Rilanci di agenzia
Italia chiama Italia
https://www.italiachiamaitalia.it/farnesina-i-sindacati-referendum-a-settembre-gli-interessi-politici-prima-di-tutto/
Agenzia Internazionale Stampa Estero (AISE)
Giornale Diplomatico
Incontro con DGRI e DGSP del 26 giugno 2020
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Finalmente il 26 giugno u.s. si è svolto un incontro con la DGSP e la DGRI sulle questioni sollevate da una nostra lettera del 4 marzo, alla quale non avevamo ancora ricevuto alcuna risposta.
Prendiamo atto del clima positivo di collaborazione che, auspichiamo, segni un’inversione di tendenza nei rapporti con le O.O. S.S.: il dialogo, come abbiamo ribadito, significa disponibilità all’ascolto e volontà di recepire alcune nostre proposte.
Siamo ben coscienti degli aspetti positivi, per esempio sappiamo quanto la qualità della promozione e della programmazione culturale sia migliorata in questi ultimi 2-3 anni grazie all’impulso della DGSP, e siamo soddisfatti per il corso di formazione rivolto ai nuovi addetti APC. Siamo altresì ben consci degli sforzi aggiuntivi che tutti gli uffici della DGSP hanno sostenuto in questa emergenza, e abbiamo voluto mettere in luce alcune criticità, al solo fine di suggerire soluzioni che portino a un miglioramento della qualità lavorativa al MAECI.
Abbiamo nuovamente sottolineato i perduranti problemi di allomansionamento e demansionamento in alcuni settori della DGSP.
In alcuni casi il meccanismo della delega e della valorizzazione professionale funziona bene: gli addetti APC vengono coinvolti in una programmazione culturale di alto livello, coinvolgimento cui fa seguito l’assegnazione di compiti gratificanti e in linea con le professionalità esistenti.
Spiace dover dire che questa prassi non è generalizzata. Infatti, in altri casi, che non sono eccezioni, vi sono state, e vi sono tuttora, forme perduranti e sistematiche di allomansionamento e, in taluni casi, anche di demansionamento.
Non abbiamo mai sostenuto che l’occuparsi dell’analisi gestionale degli IIC (analisi bilanci ecc.) sia una forma di allomansionamento. Tuttavia, il dover compilare sistematicamente tabelle, l’essere impiegati a svolgere soltanto calcoli di contabilità, l’emettere ordini di pagamento (OP), occuparsi del personale per mesi o anni, ebbene tutto ciò non è in linea con quanto previsto dal CCNL.
La penuria di personale amministrativo e contabile non può essere addotta come argomentazione se non per un breve periodo.
Se non si pone rimedio alla stortura, ma ci si adagia nella soluzione tampone, si finisce per ledere i diritti e offendere la dignità professionale dei lavoratori. Tutti i colleghi APC che svolgono questo tipo di mansioni lo fanno per puro spirito di sacrificio e per non bloccare il funzionamento dell’Amministrazione in alcuni settori particolarmente sensibili, rendendosi perfettamente conto di svolgere funzioni che esulano dai loro compiti, non sempre, ma spesso in aggiunta ai loro normali compiti, ma non si può normalizzare quella che deve essere solo una eccezione di breve durata.
Alla DGRI abbiamo, quindi, reiteriamo la nostra richiesta di un esperto amministrativo contabile per l’ufficio VIII della DGSP, ufficio che gestisce ingenti finanziamenti.
Riguardo alle liste di pubblicità abbiamo richiesto che per il futuro vi sia il coinvolgimento delle OO.SS. a garanzia di una maggiore trasparenza nella gestione dei posti. Con nostro piacere, abbiamo registrato su questo argomento la disponibilità da parte dell’Amministrazione.
Inoltre, abbiamo concordato con l’Amministrazione sull’opportunità che sia meglio richiedere l’indicazione di 2-3 sedi anziché di una sola sede. Abbiamo reiterato che riteniamo più equo, nonché più confacente al principio dell’efficienza, che tutte le sedi vengano pubblicizzate contemporaneamente. Su questo l’Amministrazione è in disaccordo con noi.
Rispetto al problema dei carichi di lavoro negli IIC abbiamo nuovamente sottolineato che la presenza di un solo direttore o addetto reggente (situazione che caratterizza gran parte degli IIC da alcuni anni) rende estremamente difficoltoso lo svolgimento delle numerose attività istituzionali previste dalla l. 401/90: dalla promozione culturale, ai rapporti con le istituzioni culturali locali, all’organizzazione dei corsi di italiano, alla gestione del personale e della comunicazione, alla cooperazione interuniversitaria, alla traduzione del libro italiano, alla supervisione della contabilità, alla rappresentanza, alla ricerca di sponsor ecc.
Abbiamo quindi insistito affinché, a partire dalla prossima lista, venga data la priorità al rafforzamento del personale negli IIC dotati di un solo direttore. L’Amministrazione ha invece fatto presente che è intenzionata a prediligere la copertura delle direzioni vacanti. Abbiamo preso atto chiedendo al contempo coerenza: che l’Amministrazione nei prossimi mesi mandi agli IIC e alle Ambasciate, da cui questi dipendono, segnali chiari che consentano agli IIC gestiti da una sola unità di ruolo la sistematica riduzione delle attività, questo finché non verrà ripristinata la pianta organica (1 direttore & 1 addetto).
Se ciò non dovesse avvenire, saremo costretti a sollecitare i nostri iscritti a ridurre unilateralmente le attività. Poiché vorremmo evitare possibili frizioni con i Capi Missione, attendiamo con fiducia che l’Amministrazione dirami un segnale “chiarificatore” in tal senso alla rete estera, ovvero un messaggio che ribadisca l’autonomia operativa delle sedi, che è peraltro tutelata dalla L. 401/90.
Abbiamo detto che valutiamo positivamente la ristrutturazione organica delle politiche culturali ad opera della DGSP avvenuta in questi ultimi anni. Ma è impensabile, per limitarci all’ambito culturale, che un solo APC di ruolo gestisca con serietà e professionalità 6 appuntamenti o rassegne annuali (design, scienza, cinema, arte contemporanea, lingua, cucina), che vanno ad aggiungersi ai numerosi festival e collaborazioni locali. Ormai la media è di 3-4 eventi settimanali, il che determina un ritmo frenetico da “catena di montaggio” che non è sinonimo di qualità e cura.
Abbiamo chiesto maggiore chiarezza all’Amministrazione sugli obiettivi strategici da perseguire. Quantità o qualità? Spesso si dice che i direttori dovrebbero privilegiare pochi grandi eventi di sicuro impatto, e poi però gli IIC vengono sommersi da un’infinità di richieste, per soddisfare le quali vengono dissipate risorse umane e finanziarie in una varietà di micro eventi. Occorre anche tener conto del fatto che la gestione amministrativo-contabile di un IIC è diventata sempre più complessa, e molte ore di lavoro sono assorbite dalla redazione di bandi di gare, contratti, reperimento di pareri legali ecc.
Abbiamo, quindi, ribadito che l’unica soluzione è l’ampliamento della pianta organica, che porti gradualmente gli APC verso quota 200. Abbiamo anche sottolineato che al contempo sarebbe opportuno elevare a 10 il numero dei dirigenti dell’APC. Ci è stata assicurata massima disponibilità ad esplorare la fattibilità di questa proposta, che incontra il favore dell’Amministrazione. Abbiamo suggerito che forse sarebbe opportuno attendere a bandire il concorso dirigenziale, che ora potrebbe essere bandito per 1 solo posto, sperando che sia possibile bandirlo per almeno 4-5 posti.
Pur apprezzando il recente aumento di 5-6 unità di personale a contratto negli IIC, abbiamo fatto presente che gli IIC sono 83, molti dei quali hanno solo 2-3 contrattisti in servizio. Abbiamo dunque ribadito la nostra posizione: poiché il contingente complessivo dei contrattisti sulla rete estera è elevato, riteniamo che un numero molto più cospicuo di essi debba essere assegnato agli IIC. Sarebbe necessario prevedere almeno 50 unità aggiuntive, che dovrebbero essere reclutate tenendo conto del fatto che occorrono nuove professionalità negli IIC (social media manager, per esempio)
Rispetto alla nostra richiesta di revisione della rete estera, l’Amministrazione ha manifestato la volontà di coinvolgerci, a livello consultivo. Il progetto di revisione della rete dovrebbe prevedere alcune modifiche alla tipologia delle sedi attuali (sedi dirigenziali), nonché un possibile aumento di sedi in alcune aree politicamente prioritarie. Concordiamo con l’Amministrazione che la rete degli IIC è troppo “eurocentrica”. Di certo, occorrerebbe in prospettiva un potenziamento nel Medioriente, nell’Africa in Asia.
Apprezziamo la disponibilità che ora l’Amministrazione sembrerebbe avere nei nostri confronti e faremo in modo che alle parole seguano i fatti.
FP CGIL CISL FP UILPA
Piano triennale di fabbisogno del personale e misure di contenimento e contrasto alla diffusione del COVID19
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Si è tenuta in data 2 luglio 2020 la riunione sul “Piano triennale di fabbisogno del personale” e sulla “Dichiarazione congiunta relativa alle misure di contenimento e di contrasto alla diffusione del virus COVID 19”.
Il Direttore Generale del Personale, Amb. Varriale, ha aperto la riunione precisando che il piano assunzionale presentato dal MAECI è già stato approvato dal Dipartimento della Funzione Pubblica ma non ancora dal MEF.
Sono già stati ricoperti 44 posti nel profilo APC. Riguardo il concorso da 177 + 100 posti di Terza area nel profilo ACC, per il quale si attende l'inizio delle prove orali, il DG ha ricordato ai presenti che gli orali sarebbero dovuti iniziare nel mese di luglio ma si sono tuttavia registrate difficoltà sia con l'organizzazione degli orali a distanza che con alcuni componenti della Commissione. Il precedente Presidente della Commissione, Amb. Morabito, ha infatti rassegnato le dimissioni per ragioni personali ed è stato sostituito dall’Amb. Maria Assunta Accili. Anche la componente della commissione per la lingua inglese si è dimessa ed è in attesa di essere sostituita. Per quanto riguarda l'organizzazione degli orali a distanza, il Cons. Chiara Petracca – Capo dell’Ufficio V della DGRI, competente in materia di concorsi – ha in proposito precisato che chi risulta domiciliato all'estero sosterrà gli orali dalle sedi diplomatiche e consolari territorialmente competenti. Saranno tuttavia consentite modifiche alla sede di svolgimento, ma solo in caso di motivate ragioni. Per i candidati domiciliati in Italia, gli orali si svolgeranno presso le sedi FORMEZ di Roma, Napoli e Cagliari. L'obiettivo è di assumere i vincitori del concorso nel mese di gennaio 2021 mentre non è al momento prevista l'assunzione degli idonei che si collocheranno oltre la 277esima posizione.
Il DG Varriale ha poi illustrato in dettaglio il piano assunzionale per il quale si attende l'approvazione del MEF.
In autunno sarà bandito un concorso da 27 posti per la Terza area informatica ed è inoltre in fase di organizzazione un concorso per la Seconda area, fascia giuridica ed economica F2, da 190 posti per ACC e da altri 10 posti per la Seconda Area informatica. È inoltre stato programmato lo scorrimento di ulteriori 10 posti della graduatoria del concorso APC dello scorso anno.
Nel breve periodo saranno inoltre banditi un nuovo concorso per la Seconda area, fascia giuridica ed economica F2, da 185 posti per ACC e da 15 posti per informatico, nonché uno per la Terza Area da 130 posti nel profilo amministrativo contabile e consolare ed uno da 5 posti nel ruolo archivista bibliotecario.
Verrà poi prevista la possibilità di assumere ulteriori 8 dirigenti, oltre ai 5 già assunti, da uno dei prossimi concorsi della SNA mentre per il concorso diplomatico sono al momento autorizzate le procedure 2020 e 2021 per 32 unità per anno. Dall’ultimo concorso diplomatico saranno comunque assunti anche due idonei.
Si parla quindi complessivamente di 972 nuove unità di personale di cui 893 aree funzionali.
Alla domanda rivolta da uno dei rappresentanti delle sigle confederali sulla possibilità di nuove procedure interne, il Dott. Ferdinandi ha confermato che esiste la volontà di farlo. A tale proposito il DG Varriale ha ricordato il suo impegno per la pubblicazione della graduatoria dei concorsi interni nonostante le perplessità del Gabinetto del Ministro, dovute - come precisato dal DG Varriale - dal timore di lanciare un messaggio eccessivamente ottimistico. Il Direttore ha comunque confermato che esiste tuttora un margine per scorrere quelle graduatorie e che, sebbene i messaggi di accompagnamento inviati a tutti gli interessati in occasione della pubblicazione dell’esito finale della selezione interna, specificassero che non si trattava di una vera e propria graduatoria, il DG ha fatto anche notare che il documento pubblicato non contiene questa precisazione. Anche il Dott. Ferdinandi ha precisato che la pubblicazione dei nuovi bandi offre delle possibilità in tal senso. In altri termini, al momento l’idea è di tenere aperte entrambe le possibilità: o avvalersi, se possibile, delle predette “graduatorie” o, in alternativa, bandire nuove procedure selettive interne.
Infine, è stato precisato che Funzione Pubblica non si è ancora pronunciata neppure sui quesiti del MAECI relativi ai subentri dei vincitori rinunciatari ACC e APC. La ragione di ciò dipenderebbe dal fatto che la Funzione Pubblica ha ricevuto in questi mesi un enorme numero di quesiti a cui ha difficoltà a dare risposte in tempi congrui.
Riguardo la dichiarazione congiunta sulla gestione al MAECI dell'emergenza COVID 19, le sigle confederali hanno rappresentato la necessità di integrare e modificare il documento proposto dall’Amministrazione. Il rappresentante della CISL, in particolare, ha sottolineato la necessità di ampliare e meglio chiarire alcuni aspetti relativi alle modalità di prestazione dell’attività lavorativa. Il rappresentante della CGIL ha sottolineato come ci si debba muovere all'interno della contrattazione integrativa, sia nazionale che di sede, ed ha chiesto di meglio specificare le modalità di accesso di visitatori esterni, di pulizia degli spazi, di rimodulazione degli spazi e postazioni di lavoro e di gestione di eventuali casi sospetti. Il rappresentante della UIL ha precisato che la procedura di dialogo con le sigle sindacali andrebbe replicata anche all'estero. Ciò, infatti, eviterebbe anche quei problemi di istruzioni contrastanti emanate in questi mesi dagli uffici centrali.
Al termine della discussione, pur dando la nostra disponibilità a presentare formali emendamenti ed integrazioni al testo dell’Amministrazione, abbiamo deciso di aggiornarci dopo la conclusione delle trattative attualmente in corso presso la Funzione Pubblica su un ulteriore protocollo specifico per le pubbliche amministrazioni in fase di ultimazione.
FP CGIL CISL FP UILPA
Assistenza Fiscale CAF UIL per il 2020
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Anche quest’anno, come di consueto, offriremo a tutti i nostri iscritti e simpatizzanti, ed ai loro familiari, il servizio di assistenza fiscale da parte del CAF UIL di Roma e del Lazio. L'emergenza sanitaria ancora in corso, ci costringe tuttavia ad adeguare le attività in modo diverso dal passato.
Non essendo infatti possibile recarsi nella sede del CAF, né tantomeno effettuare presso gli uffici o le sedi di lavoro il ritiro della documentazione per l'elaborazione dei modelli 730, sarà necessario scansionare quest’ultima ed inviarla alla Segreteria della nostra sigla (
Per l'assistenza è necessario che ci vengano restituiti, debitamente compilati, i seguenti documenti che alleghiamo anche al presente comunicato:
- Delega per l'accesso alla dichiarazione precompilata debitamente corredata dei dati richiesti e firmata fronte retro, che dovrete rinviare unitamente alla copia (fronte/retro) di un documento di riconoscimento in corso di validità. In caso di dichiarazione congiunta vanno compilate due deleghe una per il Dichiarante ed una per il Coniuge Dichiarante.
- Modello 730-2 firmato ma senza apposizione di data.
- Consenso privacy
- 730-t
- Dichiarazione familiari a carico e fabbricati di proprietà
- Certificazione Unica
- Documentazione relativa agli oneri detraibili/deducibili es. (spese sanitarie, spese di istruzione, mutui, oneri pluriennali, etc.)
Coloro che presentano per la prima volta il 730 al CAF UIL dovranno trasmettere anche copia del Modello 730 del 2019 completo del prospetto di liquidazione.Al fine di consentire la fluidità del servizio e la corretta ricezione delle email, è necessario scansionare la documentazione raggruppandola per tipologia, es. (un file contenente la delega per accesso alla precompilata, un file contenente la Certificazione Unica, un file contenente spese sanitarie, un file contenente oneri pluriennali, etc.), avendo cura di verificare che quest'ultima risulti leggibile. Diversamente non si potrà dare seguito all'elaborazione del modello.
Precisiamo che la Segreteria UILPA Esteri, dopo aver effettuato un primo controllo strettamente riferito alla completezza dei documenti pervenuti, darà a ciascuno riscontro di avvenuto ricevimento e procederà alla mera consegna degli stessi al CAF competente, che è l’unico ente preposto alla verifica di validità e idoneità della documentazione ricevuta.
Ringraziandovi in anticipo per la fiducia, rimaniamo a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento o richiesta ai consueti recapiti telefonici ed email.
La Segreteria UILPA Esteri
- Comunicato unitario FP CGIL, CISL FP, UILPA sui concorsi per le AA.FF.
- Videoconferenza del 25 maggio tra Amministrazione e OO.SS. su norme del "D.L. Rilancio" per i lavoratori negli uffici all'estero
- Festività di Eid Al-Fitr - !عيد مبارك لكم ولعائلاتكم
- Nota unitaria su discorso dell'On. Ministro in occasione del 1° maggio
- CORONAVIRUS - Videoconferenza del 30 aprile tra Amministrazione e Organizzazioni Sindacali
- DOCUMENTO UILPA ESTERI SU SICUREZZA SANITARIA DEL PERSONALE ALL'ESTERO
- REGOLAMENTO UE 883/2004: QUANDO UN’AZIONE SINDACALE CONCRETA, CORRETTA E BEN MIRATA VALE PIU’ DI TANTI INTERVENTI SGUAIATI, URLATI E SBAGLIATI
- DOCUMENTO UILPA ESTERI SUL LAVORO AGILE E LE SUE PROSPETTIVE NELL'IMMEDIATO FUTURO
- CONCORSO DIPLOMATICO: UNICA CERTEZZA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS - La drammatica situazione delle sedi e le imperscrutabili priorità dell'Amministrazione
- CORONAVIRUS - Rispetto delle norme di comportamento e senso di responsabilità
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