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IL CONTRIBUTO TRASPORTO MASSERIZIE NON C'E' PIU'. Riformate dopo otto anni di attesa le norme sul trasporto degli effetti personali da e verso l'estero.

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Categoria: Note e comunicati
Pubblicato: 29 Dicembre 2021
Visite: 5907
  • UILPA Esteri
  • Trasporto masserizie
  • Iniziative unitarie
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Informiamo tutti gli iscritti ed i simpatizzanti che in fase di conversione in legge del D.L. "fiscale" 146/2021 (avvenuta con la Legge 2015/2021) è stata inserita, dopo un'attesa durata quasi otto anni, la riforma dell'art. 199 del D.P.R. 18/1967. Si tratta nello specifico del famigerato contributo per il trasporto delle masserizie che, per effetto di tale norma, sarà quindi abrogato e sostituito da una semplice maggiorazione dell'ISE a decorrere dal 1° gennaio 2022.

Con l'entrata in vigore di questa riforma termineranno quindi i perversi effetti fiscali del sistema previgente.

Riteniamo giusto per prima cosa ricordare qui, a beneficio di chi non lo sapesse o di chi leggerà queste righe fra qualche anno, che cosa sia stato il contributo per il trasporto delle masserizie. Quest'ultimo venne introdotto dal D.L. 101/2013 ed applicato a tutto il personale delle pubbliche amministrazioni in movimento da e verso l'estero a decorrere dal 1° gennaio 2014 in sostituzione del precedente sistema che prevedeva invece un semplice pagamento delle spese di trasporto rimborsate nell'ambito di massimali predeterminati dallo stesso art. 199 del D.P.R. 18/67 (qui il testo vigente fino al 2013: https://www.esteri.it/mae/normative/dpr_18_e_modifiche.pdf ). Il testo introdotto nel 2013 previde invece che "per i viaggi di trasferimento , per consentire di far fronte alle spese aggiuntive necessarie per il trasporto degli effetti, comprensivi di bagaglio, mobili e masserizie, spetta al personale un contributo fisso onnicomprensivo" calcolato in una percentuale compresa fra il 30 e il 100 per cento dell'indennità di servizio estero a seconda della distanza intercorrente fra la sede di servizio e quella di destinazione.

La circostanza che il pagamento delle spese fosse stato sostituito da un contributo fisso fece sì, per prima cosa, che quasi sempre il personale dello Stato all'estero si sia visto costretto ad integrare tali importi di tasca propria non raggiungendo quasi mai detto contributo i valori di mercato. Ciò che è peggio, la natura giuridica del contributo fisso onnicomprensivo ha implicato che lo stesso andasse a sommarsi interamente al reddito IRPEF dei dipendenti generando così pesantissimi conguagli fiscali a danno degli interessati. Utilizziamo volutamente la parola "danno" perché nel caso di specie non si andava affatto a tassare un reddito, ma solamente delle somme corrisposte al dipendente per pagare un trasloco strettamente legato alla propria attività lavorativa. In conseguenza di ciò la stragrande maggioranza del personale coinvolto registrò, in questi anni, perfino più mensilità consecutive di importo pari ad un solo euro con inoltre sensibili differenze tra dipendenti aventi uguale retribuzione.

Per fare un esempio, due funzionari con identico reddito da lavoro pagavano l'anno successivo un'IRPEF diversificata per il solo fatto di aver effettuato traslochi su distanze differenti.

Nel rinviare al messaggio in calce per i dettagli tecnici della nuova normativa, cogliamo invece l'occasione per ricordare - con orgoglio e soddisfazione - il lungo impegno della nostra organizzazione per arrivare a questo risultato, impegno che ha conosciuto anche momenti importanti: https://bit.ly/3HgtdzD. Abbiamo instaurato fin dall'inizio un dialogo costante con l'Amministrazione, alla quale oggi riconosciamo di aver saputo proporre fin dall'inizio la soluzione giusta che infatti il Legislatore ha oggi fatto propria (qui un nostro comunicato del luglio 2017 in cui essa veniva già individuata nelle forme con cui entrerà in vigore da sabato prossimo: (https://bit.ly/3mFPr6p) e di essersi battuta contro quelle Amministrazioni dello Stato che invece ne contrastavano l'approvazione scontrandosi però ripetutamente con resistenze fortissime. Di fronte a tale evidenza fummo quindi costretti a valutare un approccio meno dialogante, inizialmente da soli (https://bit.ly/3JhmuY6) facendone anche un punto qualificante della nostra azione sindacale (v. Relazione della Segreteria al XIII Congresso, pagg. 27-28: https://bit.ly/3eAP8oQ) e successivamente sensibilizzando i nuovi vertici della DGRI in occasione del nostro primo incontro con l'attuale Direttore Generale, Amb. Varriale (https://bit.ly/32GY2yq).

Dopo aver ottenuto, ad ottobre del 2019, un forte mandato a procedere con iniziative legali da parte del gruppo dirigente della nostra organizzazione (http://bit.ly/2SELWyN) ci siamo successivamente fatti promotori di un ampio fronte sindacale con le OO.SS. eventualmente interessate alla riforma del contributo masserizie tra quelle operanti al MAECI. La risposta fu sorprendente raccogliendo intorno ad un tavolo pressoché tutte le organizzazioni sindacali attive nella nostra Amministrazione. Il 26 novembre del 2019 si riunirono nei locali della nostra Segreteria, probabilmente per la prima volta in tale formato, i rappresentanti dei coordinamenti al MAECI di FP CGIL, CISL FP, SNDMAE, CONFSAL UNSA, FLP, e DIRSTAT per valutare e mettere in campo azioni unitarie. Alla richiesta congiunta di incontro con l'On. Ministro concordata in quella circostanza si associarono nelle ore successive anche CONFINTESA, UNADIS e CIDA rendendo necessario per l'occasione realizzare un'inedita unione di loghi sindacali (http://bit.ly/33p3alB).

All'incontro partecipò il Capo di Gabinetto, Amb. Sequi, al termine del quale seguirono colloqui con i sottosegretari Di Stefano, Sereni e Scalfarotto mentre molti esponenti sindacali delle varie OO.SS. allacciarono contatti personali con esponenti politici sia parlamentari che governativi per facilitare una soluzione. Le tempistiche eccessivamente ristrette non consentirono tuttavia di raggiungere alcun risultato in quella circostanza, ragion per cui venne parallelamente avviato lo studio di un'iniziativa giudiziaria che avrebbe dovuto auspicabilmente condurre ad un giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 199 del DPR 18/67. A febbraio del 2020 iniziammo a valutare un comunicato con cui invitavamo i colleghi a proporsi per avviare il percorso processuale. Si pensò ad un titolo sdrammatizzante ispirato alla cronaca già seria di quei giorni ma di cui nessuno immaginava ancora le evoluzioni: "cerchiamo il ricorrente zero". Il comunicato non uscì mai e con l'esplodere dell'emergenza anche la battaglia per il contributo masserizie passò in subordine.

Passarono diversi mesi prima di arrivare ad una nuova iniziativa in vista della Legge di Bilancio 2020, in occasione della quale si tenne una videoconferenza tra il Segretario Generale, Amb. Belloni ed i rappresentanti delle varie organizzazioni sindacali (https://bit.ly/3ECmvm2). Anche in quella circostanza, alla mobilitazione non seguirono tuttavia risultati apprezzabili.

A marzo di quest'anno si era aperto un inatteso spiraglio, che finora avevamo tenuto riservato in attesa di conferme, per una soluzione del problema in via amministrativa. Un'iscritta al coordinamento UILPA del Ministero della Difesa, che alcuni anni fa aveva prestato servizio presso un'Addettanza in America Latina, ci aveva contattati per segnalare di aver ottenuto dall'Agenzia delle Entrate della sua città un rimborso parziale del contributo, dimostrando a mezzo fattura di averne effettivamente utilizzata solo una parte. Nonostante le nostre richieste, la collega non ci aveva tuttavia fornito tutta la documentazione temendo che una replica in massa della sua iniziativa portasse anche ad un riesame della sua posizione.

Lo scorso novembre, in vista dell'attuale Legge di Bilancio, ci siamo nuovamente rivolti all'On. Ministro insieme ai coordinamenti al MAECI di CGIL e CISL (https://bit.ly/32KCNM9) complimentandoci con lui per la partecipazione alla manifestazione unitaria del 16 ottobre indetta dopo l'attacco neofascista alla sede della CGIL e sollevando ancora una volta il tema del contributo per il trasporto delle masserizie che colpiva con modalità inique e di dubbia legittimità - a nostro avviso anche costituzionale - somme che non sono redditi ma esclusivamente rimborsi di una spesa. Dalla soluzione del problema non sarebbe derivata, a nostro avviso, soltanto l'eliminazione di un aspetto critico che non aiutava la macchina amministrativa a funzionare come doveva, ma avrebbe anche lasciato un ricordo durevole nel personale della sua attività come Ministro degli Esteri.

Nelle scorse settimane eravamo già stati informalmente notiziati di un'iniziativa politica forte per sbloccare la situazione. Prendiamo atto che questa iniziativa è andata a buon fine e che l'On. Ministro Luigi Di Maio ha risposto alla nostra missiva con i fatti. Di questo gliene diamo atto e lo ringraziamo, così come ci complimentiamo con la dirigenza del MAECI per questo risultato, auspicando che questa sia solo la prima di una serie di interventi normativi che ridiano lustro al servizio estero.

Ringraziamo doverosamente anche i nostri "compagni di viaggio" delle altre organizzazioni sindacali al MAECI, con i quali abbiamo lavorato efficacemente superando in alcuni casi vecchie divisioni. Con molti di loro è stata anche l'occasione per conoscersi meglio e per sviluppare migliori rapporti personali.

Le battaglie contro gli abusi e le prevaricazioni sono quelle in cui il sindacato cresce e si rinforza.

L'entrata in vigore della nuova norma scrive dunque la parola "fine" su questa annosa ed incresciosa - quando non umiliante - vicenda la quale non ha, con ogni evidenza, prodotto risparmi significativi per il bilancio dello Stato danneggiando tuttavia al contempo l'efficacia dell'azione amministrativa del MAECI e contribuendo, questo sì, a disincentivare le partenze verso l'estero.

Ci aspettiamo coerentemente che la Rete diplomatico-consolare sia finalmente riconosciuta da tutti per quello che è: un servizio essenziale ed un asset strategico della Repubblica e non una fonte di spreco o un ramo secco da tagliare. E' ora di uscire da una visione populista e deformata di che cosa sia il MAECI, visione che aveva indirettamente ispirato sia la pessima riforma del 2013 sul trasporto delle masserizie sia gli adeguamenti delle indennità di servizio estero ad essa seguite pochi mesi dopo.

Il personale tutto della Farnesina merita un trattamento migliore e non può temere il confronto tra ciò che quotidianamente offre e ciò che riceve in cambio.

La Segreteria UILPA Esteri

***********************

Con la conversione in legge del decreto legge "fiscale" è stata approvata, con decorrenza 1° gennaio 2022, la riforma dell'articolo 199 del DPR 18/67 in materia di contributo per il trasporto degli effetti a favore del personale in trasferimento, che diviene una maggiorazione dell'Ise e, in quanto tale, esente da tassazione.

La legge di conversione del decreto legge “fiscale” (DL 21 ottobre 2021, n. 146, convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2021, n. 215) ha introdotto, con l’articolo 5 bis, la riforma del contributo per il trasporto degli effetti a favore del personale in trasferimento da e per l’estero, disciplinato dall’articolo 199 del DPR 18/1967, con decorrenza 1° gennaio 2022.

La disposizione trasforma il contributo in una maggiorazione dell’indennità di servizio estero che, in quanto tale, diviene esente da tassazione o contribuzione, eliminando quindi una distorsione che fino ad oggi non era stato possibile evitare, nonostante l’emolumento in parola avesse un’evidente funzione di compensazione degli oneri effettivamente sostenuti dai dipendenti per il trasloco dei propri effetti.

Con l’esenzione dalla tassazione viene anche meno l’effetto sul conguaglio fiscale di fine anno che gravava sulle retribuzioni dei dipendenti in partenza e – soprattutto – in rientro a Roma, determinando pesanti riduzioni dello stipendio metropolitano per una o più mensilità.

La nuova maggiorazione per il trasporto degli effetti viene determinata in misura tale da eliminare anche una specifica criticità della disposizione previgente, che attribuiva al dipendente un ammontare diverso nel trasferimento da Roma verso la sede estera rispetto a quello percepito per il trasloco dalla stessa sede estera a Roma. Essa, tra l’altro, non sarà più erogata in due tranche, corrispondenti rispettivamente al 75 e al 25 per cento di quanto spettante, ma verrà liquidata in un’unica soluzione all’arrivo in sede o al rientro a Roma. Come in precedenza, il dipendente dovrà obbligatoriamente dimostrare di aver effettuato il trasloco, tenuto conto
dell’impegno assunto, all’atto dell’assegnazione all’estero o al rientro al ministero, di trasferire anche le proprie masserizie, richiedendo quindi la relativa certificazione alla sede di destinazione o di partenza. Alla luce della liquidazione in un’unica soluzione, viene ridotto da sei a tre mesi il termine per la presentazione dell’attestazione all’atto del rientro a Roma, data anche la ridotta entità dei trattamenti economici metropolitani sui quali disporre eventuali recuperi degli importi pagati e non spettanti.

Poiché la rideterminazione delle maggiorazioni per il trasporto degli effetti produce maggiori oneri per l’Erario, si è dovuto reperire la corrispondente copertura finanziaria in un leggero aumento della base imponibile dell’indennità di servizio all’estero, che, essendo distribuito su dodici mensilità, non produrrà gli effetti distorsivi descritti in precedenza sul conguaglio fiscale. Data la misura dell’Ise, l’effetto di tale aumento della tassazione sull’ammontare percepito mensilmente risulta minimo. Si fa presente, inoltre, che ciò risulterà utile anche ai fini previdenziali, accrescendo il montante dei contributi versati utili a pensione.

Si informa infine che, in considerazione dell’anticipo con cui vengono predisposte le liquidazioni delle indennità di servizio all’estero e delle relative maggiorazioni, nonché dei tempi necessari per l’adeguamento degli applicativi informatici alla nuova disciplina, le maggiorazioni per il trasporto degli effetti saranno liquidate nelle prime settimane del prossimo anno sulla base di elaborazioni di massima, fornendo all’interessato ed alla sede di destinazione istruzioni per il relativo pagamento sulla base di simulazioni.
Parallelamente, si comunica che i conguagli sulle indennità di servizio all’estero derivanti dall’incremento della base imponibile saranno applicati non prima del bimestre maggio-giugno 2022, con effetto dal mese di gennaio.

Si prega di portare a conoscenza del contenuto del presente messaggio tutto il personale interessato.

Chiusura del Coordinamento UILPA per le festività di fine anno.

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Categoria: Note e comunicati
Pubblicato: 22 Dicembre 2021
Visite: 1282
  • UILPA Esteri

Gentili Tutti,
ci sarebbe piaciuto incontrarvi di persona per un saluto natalizio, come da lunghissima tradizione del nostro Coordinamento. Purtroppo la pandemia sembra non dare ancora tregua, costringendoci a rinunciare anche quest'anno ad un evento in presenza.

Nell'augurare quindi con questo mezzo Buone Feste a Voi ed alle Vostre famiglie, cogliamo l'occasione per comunicarVi che il nostro Coordinamento chiuderà a partire da venerdì 24 dicembre. Riapriremo lunedì 3 gennaio assicurandovi comunque nel frattempo la comunicazione via email.
Vi invitiamo tuttavia a privilegiare quest'ultimo strumento, o il telefono, per contattare il Coordinamento in conseguenza del vistoso aumento in corso dei contagi, limitando le visite di persona a casi urgenti ed indispensabili.
 
Certi della vostra comprensione, vi inviamo saluti fraterni.
 
La Segreteria UILPA Esteri 

Obbligo di Green Pass per i lavoratori - Nuove regole per l'accesso al Palazzo della Farnesina

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Categoria: Note e comunicati
Pubblicato: 13 Ottobre 2021
Visite: 1320
  • UILPA Esteri
  • CoViD-19
  • Smart Working
  • Sicurezza e Salute
Si è tenuta nel pomeriggio di ieri, martedì 12 ottobre, una riunione tra i rappresentanti dell'Amministratore, in particolare della DGAI e della DGRI, e le sigle sindacali operanti al MAECI. 
Nel corso della riunione sono stati forniti i dettagli tecnici sulle modalità di accesso al Palazzo della Farnesina a decorrere da venerdì 15 ottobre 2021.
Presso gli ingressi centrali saranno installati 6 lettori di QR Code per la verifica del Green Pass. Dal momento della loro installazione, i misuratori di temperatura corporea dovranno essere tuttavia disattivati, non potendo gli attuali tornelli operare con due sistemi aggiuntivi contemporaneamente. 
Per tale ragione, alcuni addetti alla vigilanza verificheranno di persona la temperatura corporea del personale in entrata, e ciò fino a che non sarà individuata una nuova soluzione automatizzata a riguardo (si sta valutando in tal senso l'installazione di un totem).
Presso l'ingresso Lato Ponte Milvio, che sarà finalmente riaperto permanentemente dal lunedì al venerdì anche se solo tra le 8 e le 14, rimarranno invece un primo momento installati i rilevatori di temperatura mentre un addetto alla vigilanza verificherà i Green Pass del personale in entrata. L'Amministrazione ha infatti ordinato complessivamente 14 lettori di codici QR, ma 8 di questi saranno consegnati solo in seguito causa dell'elevata domanda che si registra in questi giorni. 

Presso le sedi distaccate di Villa Madama e Viale Boston i controlli saranno effettuati dalle società incaricate del servizio di reception. Circa infine i requisiti per accedere in mancanza del Green Pass, in particolare per chi ha ricevuto dosi vaccinali non riconosciute dall'EMA, siamo in attesa di maggiori indicazioni alla luce delle Linee Guida della Funzione Pubblica che emanate in queste ore.
 
Nella mattinata di oggi è stato inoltre pubblicato uno strillo su MAEnet con alcune prime indicazioni in proposito.
La Segreteria UILPA Esteri 

DL n. 127/2021 e assenza di applicazione all'estero della disciplina sul green pass per l'accesso ai luoghi di lavoro.

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Categoria: Note e comunicati
Pubblicato: 24 Settembre 2021
Visite: 1416
  • UILPA Esteri
  • CoViD-19
  • Sicurezza e Salute

L'Amministrazione ha diramato a tutte le Sedi ed a tutti gli Uffici il messaggio n. 0131876 del 22 settembre 2021 (che vi inoltriamo in calce alla presente) avente ad oggetto il DL n. 127/2021 e l’assenza di applicazione all'estero della disciplina sul green pass per l'accesso ai luoghi di lavoro.

Nel messaggio in questione si evidenzia come l'art. 1, 1° comma, del citato Decreto limiti esplicitamente al "territorio nazionale" l'ambito di applicazione della disciplina, escludendone pertanto l'applicazione rispetto alla rete degli uffici all'estero. Aggiunge inoltre il messaggio che continuano pertanto a trovare applicazione presso la rete l'art. 263, comma 4 del D.L. n. 34 del 2020 e le relative istruzioni diramate, da ultimo, con il messaggio n. 93151 del 3 luglio 2021.

Prendiamo atto con soddisfazione della soluzione individuata dall'Amministrazione, soprattutto in conseguenza dei fondati e ripetutamente segnalatici timori da parte di molti colleghi in servizio all'estero che non hanno potuto ottenere il Green Pass non per una loro decisione di non immunizzarsi, ma soltanto per aver utilizzato un vaccino non riconosciuto ai fini dell'ottenimento dello stesso.

Sarà ovviamente necessario continuare a monitorare i successivi sviluppi della normativa sul punto, per scongiurare eventuali effetti negativi sul personale all'estero. Come UILPA non mancheremo di vigilare a riguardo.


La Segreteria UILPA Esteri

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Si rende noto che è entrato in vigore il Decreto Legge n. 127/2021 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, 21 settembre, che prevede l'obbligo a partire dal 15 ottobre p.v. del possesso delle certificazioni verdi COVID ai fini dell'accesso ai luoghi di lavoro.
In proposito, si attira l'attenzione sull'art. 1 comma 1 del citato Decreto che, limitando esplicitamente al "territorio nazionale" l'ambito di applicazione della disciplina, ne esclude la applicazione rispetto alla rete degli uffici
all'estero. In ragione di quanto illustrato, continuano pertanto a trovare applicazione presso la rete l'art. 263, comma 4 del D.L. n. 34 del 2020 e le relative istruzioni diramate, da ultimo, con il messaggio citato in riferimento (n. 93151 del 3.7.21).
Per quanto concerne invece le modalità operative di attuazione dell'obbligo di possesso di certificazione verde anti COVID al Ministero, questa Direzione Generale si riserva di fornire un più completo quadro informativo non appena tali modalità saranno definite, anche alla luce delle eventuali linee guida adottate ai sensi dell'art. 1, comma 5 del D.L. n. 127/2021.
In ogni caso, questa DGRI continua a restare a disposizione degli uffici della rete estera per eventuali chiarimenti che si rendessero necessari a seguito della evoluzione delle normative locali.

  • Incontro con l'Amministrazione sull'obbligo di "Green Pass" per l'accesso a mensa
  • Aumenti retributivi per il personale con contratto regolato dalla legge locale
  • Resoconto dell'incontro del nuovo Segretario Generale Amb. Sequi con le Organizzazioni Sindacali: Le proposte di CGIL CISL e UIL
  • Convenzione tra la UILPA Esteri e la MUTUA ICE
  • ACCORDO SU FRD DEL PERSONALE A LEGGE ITALIANA ED AUMENTI STIPENDIALI PER IL PERSONALE A LEGGE LOCALE
  • Lettera al Sig. Ministro su vaccinazione del personale
  • ULTIMI AGGIORNAMENTI SULL’ASSICURAZIONE SANITARIA DEL PERSONALE IN SERVIZIO NEGLI USA
  • COMUNICATO UNITARIO - Se ci sono, e sono buone... le idee camminano.
  • Campagna fiscale 2021
  • COMUNICATO UNITARIO: PRECISAZIONI SULLA PROPOSTA DELL’AMMINISTRAZIONE DI RIFORMA DEL DPR 54/2010

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