Intervento della UILPA Esteri in occasione dell'incontro con il Sig. Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi
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Si è tenuto, lunedì 29 luglio, il primo incontro tra il Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, e le organizzazioni sindacali attive alla Farnesina. Erano presenti per la UILPA Esteri il Coordinatore Generale, Alfredo Di Lorenzo, ed il Coordinatore Generale Aggiunto, Carolina Milano. Di seguito l'intervento pronunciato dal Coordinatore Generale della UILPA Esteri in tale occasione.
"Grazie, Sig. Ministro, per la convocazione di quest’oggi. Le più importanti questioni di rilevanza sindacale per la Farnesina sono già state portate alla sua attenzione con note unitarie o di sigla, ma giova oggi richiamarle direttamente alla sua attenzione. Da parte nostra ribadiamo l’urgenza, ormai indifferibile, di individuare per esse soluzioni efficaci. La UILPA Esteri vuole tuttavia richiamare la Sua attenzione sul sentimento di tanti colleghi che ogni giorno svolgono efficacemente il loro dovere, a Roma e all’estero.
Sig. Ministro, il personale del Ministero degli Esteri è caratterizzato da un forte senso di appartenenza. La Farnesina è – ci vantiamo di dirlo – un’Amministrazione di successo e lavorarvi è motivo di prestigio personale ed un elemento distintivo anche rispetto ad altre Amministrazioni dello Stato. Immaginiamo che anche lei, Sig. Ministro, percepirà tale status rispetto ai suoi colleghi di Governo.
Riteniamo del resto corretto affermare che sia solo grazie allo spirito di servizio dei suoi dipendenti, funzionari e dirigenti ed a tale loro senso di appartenenza a questa Amministrazione, se il Ministero degli Esteri assolve ancora alle proprie funzioni in modo efficace, nonostante le attuali limitate dotazioni organiche e finanziarie.
La rete diplomatica, quella consolare e quella culturale attraversano, Sig. Ministro, una fase di grande sofferenza che ha reso necessarie scelte complesse. Da un lato sono state implementate misure straordinarie per mantenere all’estero il personale amministrativo, sacrificando in parte la sede centrale, dall’altro funzionari culturali, pur disponibili a coprire i vasti vuoti nei nostri Istituti di Cultura, sono costretti a Roma per non pregiudicare la funzionalità degli uffici romani, svolgendo anche mansioni diverse da quelle previste per il proprio profilo di appartenenza.
Tale quadro è a sua volta complicato dall’elevata età anagrafica del personale e dall’aumento dei carichi di lavoro, legato alla nuova mobilità verso l’estero ed a sempre nuove competenze di cui l’Amministrazione deve farsi carico. Ciò finisce per generare, Sig. Ministro, ulteriori ricadute sulla funzionalità in senso lato e sul benessere organizzativo del personale in servizio. Ad oggi, nonostante tutto, solo l’impegno e la professionalità di quest’ultimo sono riusciti ad evitare ricadute negative sulla produttività.
Le rigidità imposte dalla normativa vigente nella gestione del personale sono poi motivo di frustrazione aggiuntiva. Alla Farnesina coesistono, caso quasi unico nella nostra Pubblica Amministrazione, tre diverse categorie di personale, ciascuna ulteriormente suddivisa all’interno in vari gradi e funzioni. Tali rigidità, combinate con la mancanza di investimenti sulla macchina ministeriale, rendono estremamente difficoltosa, e in qualche caso impossibile, qualsiasi prospettiva di crescita professionale.
Sig. Ministro, molti validi colleghi a contratto si dimettono per cogliere opportunità, economiche e di carriera, in mercati più evoluti e competitivi.
Circa 150 colleghi della Seconda Area funzionale temono, al momento, di veder sfumare qualsiasi prospettiva, anche solo generica e futura, di accesso alla Terza Area al termine di una difficile selezione.
I giovani Segretari di Legazione assunti con gli ultimi, pur difficilissimi, concorsi, sanno già di non poter contare sulle stesse chance di carriera di chi li ha preceduti.
La Farnesina rischia, Sig. Ministro, di non saper riconoscere le giuste gratificazioni alle proprie eccellenze e di cadere così vittima del suo stesso successo. Affinché questo non accada è necessario un investimento reale e misurabile sul principale strumento di politica estera di cui l’Italia dispone, e per il quale oggi il nostro contribuente paga sensibilmente meno di quanto non avvenga ai contribuenti francesi e tedeschi per i propri Ministeri degli Esteri.
Lo scorso aprile, il Segretario Generale della UILPA, Nicola Turco, ha inviato una lettera aperta al Ministro Giulia Buongiorno. Faccio anche mie quelle parole per ribadire che, quando ricorrendo al falso problema dei “risparmi di spesa” si chiudono uffici, sottraendo servizi alla collettività, non si rende un buon servizio. Analogamente, quando si consente lo svuotamento degli uffici e si sottopongono i superstiti a ritmi di lavoro inaccettabili, che producono anche malessere e disservizi, ciò equivale a far sì che la Pubblica amministrazione abdichi al proprio ruolo, privando i cittadini di ciò che meritano. Tutto ciò dipende dalle scelte della Politica e non è colpa dei lavoratori.
Quella stessa politica oggi è anche chiamata, senza possibilità di ulteriori rinvii, a scegliere se voglia dotarsi o meno degli strumenti per avere una politica estera.
Nel ringraziarla dell’attenzione, Le auguro ogni successo per il prosieguo della Sua attività di Governo."
Audizione della UILPA in Commissione Lavoro su modifiche al Titolo VI del D.P.R. 18/67
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Ha avuto luogo, nella mattina di martedì 23 luglio, l’audizione delle parti sociali da parte dell’XI Commissione della Camera dei Deputati (Lavoro privato e pubblico) sulla Proposta di Legge n. 1027 presentata dall’On. Tiziana Ciprini e da altri 28 deputati recante alcune modifiche al titolo VI del D.P.R. 18/67 in materia di personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura. Tali modifiche inciderebbero parzialmente sugli artt. 154 (Regime dei contratti), 157-sexies (Assenze dal servizio) e 164 (Sanzioni disciplinari) e sostituirebbero interamente il testo dell’art. 157 (Retribuzione).
Particolarmente rilevanti appaiono gli effetti, per i lavoratori interessati, delle modifiche previste per gli artt. 157 e 157-sexies. Nel primo caso infatti vengono modificati i parametri con cui vengono fissati i livelli retributivi e con cui gli stessi vengono periodicamente rideterminati. Scompare nel primo caso il riferimento al “mercato del lavoro locale”, per effetto del quale i trattamenti economici di molti dipendenti locali sono stati contenuti su importi estremamente bassi. È stato parallelamente aggiunto, nel secondo comma dello stesso articolo sulla revisione delle retribuzioni, il riferimento alla “crescita media delle retribuzioni del mercato del lavoro locale” a tutela di quegli impiegati che prestino servizio in Stati o territori caratterizzati da elevati costi della vita e da mercati del lavoro particolarmente competitivi. L’art. 157-sexies eleva infine da 45 a 90 il periodo di malattia per il quale spetta l’intera retribuzione.
La nostra organizzazione - rappresentata da Valeria Cantelmo della Segreteria Nazionale UILPA e da Alfredo Di Lorenzo, Coordinatore Generale della UILPA Esteri – ha espresso apprezzamento per le modifiche proposte, che creano un assetto più equilibrato, tutelante ed economicamente vantaggioso nei confronti di questa categoria di personale e pertanto meritevoli di una valutazione positiva da parte della UIL. Vale inoltre la pena sottolineare come l’adeguamento dei livelli retributivi del personale a contratto assolva prima di tutto alla necessità di un trattamento equo e proporzionato fra i dipendenti dello Stato, ancorché appartenenti a diverse categorie e – caso quasi unico nella P.A. – a diverse nazionalità e a diversi paesi di residenza.
Al termine dell’audizione, l’On. Ciprini si è intrattenuta informalmente con i presenti segnalando, tra le altre cose, le difficoltà ad estendere le proposte di modifica ad altre parti del DPR 18/67. La UILPA auspica comunque che anche altre norme del Titolo VI possano, in futuro, essere fatte oggetto di riforma.
Valeria Cantelmo Alfredo Di Lorenzo
(Segreteria Nazionale UILPA) (Coordinamento UILPA Esteri)
"Dicono che mettese contro il sindacato porta male"
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Durante la manifestazione unitaria di sabato 8 giugno, agenti della Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali della Questura di Roma hanno ritenuto di interdire l'esposizione di uno striscione che i colleghi della UIL FPL - sigla sorella del pubblico impiego - avevano realizzato per l'occasione. Secondo la ricostruzione della Questura "si è ritenuto che lo striscione fosse lesivo del decoro paesaggistico, così come previsto dall’art.49 del Codice dei Beni Culturali e del paesaggio, dove si vieta il collocamento o l’affissione di cartelli o altri mezzi di pubblicità sugli edifici e nelle aree tutelate come Beni Culturali". I colleghi della UIL FPL sostengono invece di aver riaperto lo striscione per strada dopo averlo rimosso dal Pincio per tale ragione, ma la Digos sarebbe a quel punto intervenuta con la motivazione che, essendo tale striscione contro i due vicepremier, non avrebbe potuto essere aperto. In attesa che i fatti siano accertati con i modi e nelle sedi più opportune, pubblichiamo di seguito la vignetta che compariva sullo striscione accompagnata dalle strofe di un ignoto Pasquino dei nostri giorni, sedicente "tEMPlare", certi di non ledere in alcun modo il decoro paesaggistico.
RIMOVI LI LENZOLI, LEVA LI STRISCIONI….
C’AVETE ROTTO PROPRIO LI…..
“L’ha detto puro la televisione:
la Digos j’ha fatto toje lo striscione”
“Ma nun ce posso crede…
Daje fammelo vede…”
“Dei due vice c’era solo la caricatura
E subito è scattata la censura…”
“Si vabbe’, ma che c’era scritto sotto?
Parolacce, insulti , ingiurie cor botto?”
“None! Diceva solo papale, papale
che mettese contro er sindacato porta male!”
“Mbe’? Mica j’hanno dato del cojone…
Ma nun c’è più la libertà d’espressione?
Mica le hanno offese le emerite eccellenze
dubitanno delle loro discendenze…”
“No ma lo striscione all’occhi era nocivo
Perche “del decoro paesaggistico offensivo”
“Annamio bene! Si davvero penseno ar decoro
quanti politici nun dovrebbero sortì da casa loro…?”
“Allora me sa che j’e porterà davvero male
Come quanno che te casca ‘n tera er sale…”
“Però dovemo da sta’ tutti in campana….
Che c’è ‘n giro ‘n’ariaccia tanto strana
Come la puzza ch’esce dalla fognatura…
La stessa che se chiama…. dittatura….!”
Pasquino il t…emp…lare
"Il Futuro è Servizi Pubblici" - Immagini e suoni dalla manifestazione unitaria dell'8 giugno
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