SPESE DI TRASPORTO: BASTA ALL'INGIUSTA TASSAZIONE
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SPESE DI TRASPORTO
BASTA ALL'INGIUSTA TASSAZIONE
I Sindacati rappresentativi dei più vari profili professionali della Farnesina si sono appositamente riuniti ieri, 26 novembre, per avviare azioni unitarie ed in particolare per ottenere immediatamente l’abrogazione della famigerata tassazione sui rimborsi per le spese di trasporto degli effetti.
Non occorre ricordare quale sia stata la portata di tale disposizione, vissuta sulla propria pelle dalle circa 4000 persone che lavorano alla Farnesina e dalle loro famiglie.
Dopo infruttuosi tentativi da parte dell’Amministrazione alla ricerca di una fattiva e definitiva soluzione, varie OOSS sono riuscite nei giorni scorsi nell’intento di far presentare in Senato, in questa Legge di Bilancio, un importante emendamento a firma Alfieri e Giacobbe, che riformulerebbe il contributo per il trasporto degli effetti in una maggiorazione dell’indennità di servizio all’estero, risolvendo in tal modo l’annosa questione dei pesanti conguagli fiscali derivanti dal recupero Irpef.
Le scriventi OOSS, non risultando tale emendamento purtroppo tra quelli segnalati come prioritari in Senato, congiuntamente e con determinazione ne chiederanno la presentazione alla Camera dei Deputati per la sua approvazione.
A tal fine abbiamo immediatamente richiesto al Gabinetto del Ministro Di Maio ed alla Segretario Generale Amb. Belloni un incontro entro questa settimana.
Stiamo altresì calendarizzando tutta una serie di incontri, politici e non, ma il nostro augurio è che anche l’Amministrazione, possa attivarsi in maniera fattiva e definitiva su questo argomento!
Stiamo inoltre adottando e continueremo ad adottare tutte le possibili strategie volte al raggiungimento del comune obiettivo. Se necessario, anche adendo le vie legali!
CGIL CISL UIL SNDMAE UNSA DIRSTAT FLP CIDA
L’emendamento del Sen. Alfieri e del Sen. Giacobbe è visibile al seguente Link: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=18&id=1129538&idoggetto=1134832
Roma, 27 novembre 2019
Lista straordinaria APC 2019 - Comunicato unitario
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Il 25 ottobre u.s., si è svolto un incontro con l’Amministrazione, finalizzato a presentare alle OO.SS. le proposte di nomina sulla prima lista straordinaria APC 2019. Nonostante il risultato di sole 3 nomine e 7 posti vacanti sia eloquente e non richieda commenti, l’Amministrazione non ha voluto riconoscere di aver scelto paletti temporali troppo restrittivi.
Abbiamo sottolineato il disappunto nostro e del personale per una decisione che è parsa irragionevole, richiedendo la pubblicazione di una seconda straordinaria in tempi brevi e senza paletti temporali. l’Amministrazione ha proposto, invece, di anticipare a novembre l’ordinaria 2019, nella quale dovrebbero confluire TUTTI i posti vacanti della straordinaria, nessuno escluso.
Tale soluzione consentirebbe di candidarsi anche a coloro che non hanno potuto farlo l’estate scorsa.
E’ stata poi sollevata la questione dell’eventuale applicazione anche all’APC, di una deroga al criterio della permanenza massima all’estero stabilito dalla circolare sui trasferimenti, già prevista in via eccezionale per alcune sedi vacanti di difficile copertura presso le nostre Ambasciate, prolungando di un solo anno aggiuntivo la permanenza massima continuativa all’estero, come è accaduto per il personale degli altri profili professionali.
La deroga riguarderebbe esclusivamente il 2020.
L’Amministrazione ha confermato la volontà di dialogare con i sindacati per trovare una soluzione al problema della copertura di alcune sedi prioritarie.
Abbiamo quindi confermato la disponibilità di queste OO.SS. a sostenere, in via del tutto eccezionale, una deroga ai criteri della circolare, purché i posti in questione vengano nuovamente pubblicizzati sulla prossima lista ordinaria, in analogia con quanto concordato riguardo alle qualifiche funzionali. Qualora tali posti andassero nuovamente vacanti, vi sarebbero le condizioni per un parere favorevole da parte nostra. E’ innegabile che stiamo vivendo da tempo una situazione atipica dovuta alla contrazione degli organici APC. L’Amministrazione ha espresso ottimismo in quanto tale situazione, che sta creando non pochi disagi in termini di sovraccarico di lavoro sia presso gli uffici dell’Amministrazione centrale che presso le sedi estere, è in graduale via di soluzione grazie all’imminente ingresso di 44 nuovi APC, che andranno ad aggiungersi agli 8 colleghi transitati nei ruoli APC a settembre. Pertanto, a partire dal 2020, la diramazione delle liste di pubblicità APC dovrebbe avviarsi verso la normalizzazione e nel 2021 vi sarà la concreta possibilità di rafforzare l’organico di vari Istituti di Cultura, attualmente retti o diretti da un solo APC, circostanza che non contribuisce né all’efficienza né al benessere organizzativo.
L’Amministrazione ha anche informato che oltre all’ordinaria APC, verrà diramata presto anche l’ordinaria per dirigenti APC.
Infine, circa le note di trasferimento per i colleghi APC nominati sulla straordinaria, l’Amministrazione ha confermato che i movimenti avverranno in tempi non lunghi, previa valutazione delle esigenze di servizio, che variano da sede a sede.
Roma, 13.11.2019
Convocazione del Consiglio Internazionale UILPA Esteri del 4 ottobre 2019
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Venerdì 4 ottobre si è riunito, per la prima volta dopo l’ultimo Congresso, il Consiglio Internazionale della UILPA Esteri. Oltre che per i consueti adempimenti statutari, l’occasione si è rivelata estremamente propizia anche per affrontare le principali questioni sul tappeto, che coinvolgono in questo frangente la nostra Amministrazione e che riguardano più in particolare le relazioni sindacali. Fra i punti trattati all’ordine del giorno, un accento particolare è stato posto sul negoziato per il nuovo C.C.I., sulla situazione degli organici all’estero, e sul passaggio dal MISE al MAECI delle competenze sulla politica commerciale internazionale.
La Relazione della Segreteria, con cui il Coordinatore Generale Alfredo Di Lorenzo ha aperto la riunione, ha dato doverosamente atto in primis dei mutati rapporti tra l'attuale, recente, dirigenza diplomatica della DGRI e le organizzazioni sindacali. Ad essa è stata riconosciuta in particolare la capacità di aver saputo individuare correttamente gli sbagli e le storture ereditati dal passato, e di essersi attivata per rimuoverli.
Ad essa è stato dato ulteriormente merito di aver chiuso una lunga fase di chiusura pregiudiziale nei confronti delle organizzazioni sindacali, ridando vita ad un dialogo serrato, sincero e costante.
Nello specifico delle questioni all’ordine del giorno, è stato ricordato come le negoziazioni per il nuovo CCI, siano ormai giunte alla fase conclusiva. L'iniziativa della nostra organizzazione si è concentrata in particolare sul funzionamento dell'OPI (Organismo Paritetico per l’Innovazione).
Tale organismo estremamente innovativo, introdotto dal CCNL 2016-2018 e regolato dall’art. 6 dello stesso, istituisce una nuova modalità di relazioni sindacali, finalizzata al coinvolgimento partecipativo delle OO.SS. su tutto ciò che abbia una dimensione progettuale, complessa e sperimentale, di carattere organizzativo dell'Amministrazione. Esso ha inoltre competenze specifiche su progetti di organizzazione e innovazione, miglioramento dei servizi, promozione della legalità, della qualità del lavoro e del benessere organizzativo (anche con riferimento alle politiche formative, al lavoro agile ed alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, alle misure di prevenzione dello stress lavoro-correlato e di fenomeni di burn-out) e rappresenta pertanto, nei rapporti con l'Amministrazione, uno strumento cruciale di tutela degli interessi dei lavoratori.
L'idea che si stava facendo strada fra le nostre controparti immaginava l’OPI come un organismo con il quale l’Amministrazione deve sì obbligatoriamente confrontarsi laddove essa voglia innovare determinati aspetti organizzativi o istituti contrattuali, ma la cui funzione sarebbe essenzialmente quella di "riflettere ed elaborare", giungendo a decisioni vincolanti solo in casi particolari. Tale impostazione, a nostro avviso, oltre a contrastare con il dettato del CCNL e con la linea adottata dalla UILPA a livello nazionale, avrebbe potuto portare con sé una serie di rischi che ci ha spinti a proporre alcune importanti integrazioni sul meccanismo di funzionamento del nuovo istituto, e sul suo quorum di convocazione e di deliberazione.
Circa la situazione, ormai gravissima, determinatasi sulla rete per effetto della carenza di personale delle AA.FF., la Segreteria ha riaffermato quanto già detto in occasione dell'ultimo comunicato sulle liste pubblicate nel corso dell'estate.
Come peraltro evidenziato anche in occasione dell’incontro con il Ministro uscente, Moavero Milanesi, dello scorso 29 luglio, la Segreteria ribadisce che dall'attuale situazione si può uscire soltanto con un investimento reale e misurabile sul MAECI, principale strumento di politica estera di cui l’Italia dispone, e per il quale oggi il nostro contribuente paga sensibilmente meno di quanto non avvenga ai contribuenti francesi e tedeschi per i propri Ministeri degli Esteri. La Segreteria della UILPA Esteri si riserva comunque, non appena se ne presenterà l’occasione, di sollevare questa tema all’attenzione del Ministro entrante, Luigi Di Maio, cui sarà chiesto anche un segnale di forte discontinuità rispetto al passato sia nel modo in cui si affronteranno problemi importanti per il personale che per ripristinare la funzionalità della rete estera.
La Segreteria della UILPA Esteri ha inoltre giudicato oltremodo imprescindibile – già nel brevissimo periodo – un intervento su altri provvedimenti, fra cui il regime fiscale del contributo trasporto masserizie, che continua a colpire con modalità che non esitiamo a giudicare inique e di dubbia legittimità, anche costituzionale, i redditi da lavoro di tutto il personale in servizio. Un intervento decisivo dell'Amministrazione su di esso sembra ormai improrogabile, tanto in via amministrativa con un'interpretazione della norma da parte delle Amministrazioni Fiscali che attraverso uno specifico intervento normativo. La UILPA Esteri sta peraltro valutando, già da tempo, un'iniziativa in sede giudiziaria sul regime del contributo per il trasporto delle masserizie, che potrebbe auspicabilmente mobilitare un elevato numero di colleghi – forse perfino di altre carriere – e sulla quale la Segreteria ha chiesto al Consiglio Internazionale un mandato espresso sulla scorta del quale avviare gli opportuni contatti con uno o più professionisti del settore.
Riguardo invece il passaggio dal MiSE al MAECI delle competenze in materia di commercio estero ed internazionalizzazione delle imprese, la Segreteria ha informato il Consiglio sull'indizione di assemblee del personale del MiSE coinvolto. Ad esse parteciperà anche il Coordinatore Generale della UILPA Esteri secondo le indicazioni e gli spunti offerti dalla Segreteria Nazionale UILPA, la quale ha ritenuto di particolare importanza che tutti i coordinamenti delle Amministrazioni interessate procedessero con iniziative comuni a tutela dell'unità della categoria, unico ambito nel quale le istanze di tutti i dipendenti pubblici possono trovare adeguato riconoscimento e tutela.
Gli aspetti più critici, per il personale del MAECI, di questo passaggio di funzioni riguardano sicuramente gli effetti dell'integrazione di un numero considerevole di nuovi colleghi con chi già da anni presta servizio nella nostra Amministrazione. È quindi necessario, secondo la Segreteria della UILPA Esteri, comprendere intanto se il nuovo personale sarà inserito in un ruolo a parte, o se invece confluirà in uno o più profili tra quelli attualmente esistenti al MAECI. Si tratta, ad avviso della Segreteria della UILPA Esteri, di una questione dirimente, poiché da essa dipende in primo luogo la possibilità di avvicendamento del personale sulla rete, senza peraltro escludere potenziali impatti sulla distribuzione del salario accessorio, e sui meccanismi per i futuri passaggi di fascia economica.
Come del resto affermato nel comunicato dei coordinamenti MiSE, MAECI e ICE, la documentazione prodotta dal Sindacato, se preventivamente valutata, sarebbe stata utile a favorire una valutazione migliore e più articolata sui punti a favore e quelli a sfavore relativi al provvedimento in questione, a tutto vantaggio di una migliore gestione complessiva della materia rispetto alle tempistiche necessarie, alle procedure da adottare e, non ultimo, del personale coinvolto nell'immediato e a quello complessivamente interessato nel futuro.
La Segreteria della UILPA Esteri si è impegnata quindi a seguire particolarmente da vicino tali aspetti, in coordinamento con la Segreteria Nazionale UILPA, ed ha invitato il Consiglio ad elaborare, in accordo con essa, la linea cui l'organizzazione dovrà attenersi.
La Segreteria ha infine sottoposto al Consiglio Internazionale le candidature dei colleghi Stefania Pinci ed Edoardo Crisafulli, entrambi di lunga e provata esperienza sindacale, come nuovi componenti della Segreteria romana della UILPA Esteri, proposta che il Consiglio ha accolto.
Al termine della riunione e del dibattito che ne è seguito, il Consiglio ha infine approvato il documento finale che si riporta integralmente di seguito.
“Il Consiglio Internazionale della UILPA Esteri, riunitosi il 4 ottobre 2019 a Roma, approvata la relazione della Segreteria, che si considera parte integrante della presente mozione, dà mandato a quest’ultima di porre in essere le attività necessarie a realizzare gli obiettivi nella relazione stessa indicati.
Alla luce del nuovo clima nelle relazioni sindacali al MAECI, considera importante ed estremamente proficuo accompagnare la Direzione Generale del Personale in tutti i processi in atto, offrendo una collaborazione leale e costruttiva in ogni ambito nella convinzione che da ciò deriverà, nel medio e nel lungo periodo, un vantaggio reciproco.
Dà poi alla Segreteria un mandato pieno a procedere alla stipula del CCI sulla base della bozza del 3 ottobre 2019.
Valuta positivamente la revisione del Protocollo del 2011 per adeguarlo al mutato quadro contrattuale e ne auspica il rinnovo nello stesso spirito del precedente accordo, laddove se ne ravvisino la necessità e le condizioni.
Dà mandato a proseguire con l’istituzione dei Coordinamenti d’Area compatibilmente con le risorse a disposizione.
Conferisce inoltre un mandato espresso alla Segreteria per avviare gli opportuni contatti con uno o più professionisti del settore tributario per un'iniziativa mirata in sede giudiziaria sul regime del contributo per il trasporto delle masserizie.
Individua, in linea con la Segreteria Nazionale, la necessità di coordinare gli sforzi delle strutture UILPA coinvolte ai fini di una gestione ottimale del passaggio di competenze dal MiSE al MAECI.”
La Segreteria UILPA Esteri
Rilanci di stampa sulla riunione:
https://www.aise.it/previdenza-e-lavoro/riunito-il-consiglio-internazionale-uilpa-esteri/136730/158
https://www.giornalediplomatico.it/Farnesina-UILPA-Esteri-fa-punto-situazione-collaborazione-leale-e-costruttiva.htm
http://www.italiannetwork.it/news.aspx?id=59677
Comunicato dei Coordinamenti UILPA di MiSE, MAECI e ICE.
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Attribuzione al MAECI delle competenze in materia di commercio internazionale e di internazionalizzazione del sistema Paese
Una iniziativa poco brillante, ancorché “tempestiva”,……..
…..nel merito e nel metodo.
L’attribuzione al Ministero degli Affari Esteri delle competenze in materia di commercio internazionale, è stata realizzata in sole due settimane; questo il tempo intercorso tra le prime voci ricevute a mezzo stampa domenica 8 settembre e la pubblicazione del decreto Legge del 21 settembre 2019, n. 104 in G.U.
Troppo poco tempo per non destare più di qualche sospetto, nella considerazione ulteriore che, all’8 di settembre, il nuovo Governo non aveva ancora ottenuto la fiducia delle Camere.
Diciamolo chiaramente, sono anni che l’attribuzione delle competenze per quanto in oggetto, insieme al controllo dell’ICE e della sua rete all’estero, interessano fortemente al MAECI . L’ICE Agenzia è la principale realtà pubblica strutturata sui mercati esteri che, in considerazione delle professionalità, delle competenze e delle conoscenze esistenti al proprio interno, svolge un ruolo essenziale nei processi di internazionalizzazione del Sistema Paese.
E’ pertanto credibile che l’attribuzione al MAECI delle competenze in questione preluda, nei prossimi mesi, allo sviluppo di un progetto complessivo.
Parliamo di “progetto complessivo” perché stentiamo a credere che un argomento del genere, un asset strategico per il Paese che coinvolge più Soggetti Giuridici, pubblici e privati, si esaurisca in quelle poche righe che compongono il Decreto Legge emanato.
Occorre inoltre ricordare che in molti paesi, gli Uffici ICE già sono presenti all’interno delle Rappresentanze Diplomatiche.
C’è sicuramente di più e questa Federazione Sindacale, insieme con i Coordinamenti interessati delle Organizzazioni coinvolte (MiSE, MAECI, ICE Agenzia), con la presente nota, vuole evidenziare con chiarezza e trasparenza quale sia la propria opinione su quanto finora accaduto e la propria posizione rispetto alle successive fasi, sia quelle decisionali che quelle attuative. Non ci sono, sia chiaro, chiusure a prescindere su quanto determinatosi; occorre però avere chiarezza sugli sviluppi futuri, per il rispetto delle persone interessate e delle loro professionalità.
Le persone non sono pacchi postali.
Chiarezza e trasparenza dovrebbero essere elementi fondanti e imprescindibili che devono sempre caratterizzare l’operato della Pubblica Amministrazione, motivo per il quale auspichiamo un radicale cambiamento nel coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali, nel rispetto ovviamente dei differenti ruoli, per tutto quanto concerne l’evoluzione del provvedimento adottato. Un cambio di passo in confronto a quanto abbiamo dovuto registrare finora, nel metodo e nel merito di quanto accaduto.
Parliamo del metodo. Perché le Organizzazioni sindacali non sono state messe preventivamente a conoscenza del progetto di attribuzione al MAECI delle competenze in questione?
Si è voluto evitare un confronto sul tema?
Riteniamo che ciò sia stato un elemento di criticità perché siamo certi che la documentazione prodotta dal Sindacato a supporto delle ragioni strategiche contrarie a tale progetto, se preventivamente valutata, sarebbe stata utile a favorire una valutazione più articolata sui punti a favore e quelli a sfavore relativi al provvedimento in questione, a tutto vantaggio di una migliore gestione complessiva della materia rispetto alle tempistiche necessarie, alle procedure da adottare e, non ultimo, del personale coinvolto nell’immediato e a quello complessivamente interessato nel futuro.
Le stesse ragioni e argomentazioni le abbiamo espresse nelle giornate immediatamente successive alla pubblicizzazione - a mezzo stampa - del progetto di trasferimento e confermate al neo Ministro dello Sviluppo Economico, Sen. Stefano Patuanelli, nella riunione appositamente convocata su richiesta delle OO.SS subito dopo il suo insediamento.
Le relazioni sindacali continuano a latitare, in barba al tanto sbandierato cambiamento.
Il confronto con i rappresentanti dei lavoratori DEVE essere collocato nella giusta dimensione, quella di un dialogo continuo con chi vive tutti i giorni sulla propria pelle la macchina amministrativa conoscendone appieno gli ingranaggi ed il loro funzionamento. Perché il prezzo di certe scelte, perché di un prezzo si tratta, cade alla fine sulle spalle dei lavoratori, le spalle di chi sarà costretto ad andare via e di chi si vedrà, suo malgrado pronto, ad accogliere i nuovi colleghi.
Parlando del merito come non mettere in evidenza quanto previsto per il trasferimento di personale dal MiSE al MAECI, con possibile estrazione a sorte ove non si raggiungesse il numero necessario di risorse, nella prima fase?
Il diritto di opzione al trasferimento, mediante apposito interpello, introdotto nel decreto legge grazie alla richiesta delle OO.SS., è stato infatti svilito dalla coercizione al passaggio al MAECI, in caso di non raggiungimento del numero prefissato di cento unità.
Nella migliore delle ipotesi quindi – ossia se questa forzatura produrrà i risultati “sperati” - partirà un esperimento testardamente imposto dall’alto la cui bontà è tutta da dimostrare. Nella peggiore invece – e cioè se il personale non esercitasse l’opzione - comunque si vedrebbe costretto a passare ad altra Amministrazione contro la propria volontà, con effetti facilmente immaginabili sulla motivazione.
Siamo ben lontani dalle famose strategie win-win, qui a perdere siamo tutti!
E come non citare l’assoluta mancanza di chiarezza rispetto all’impatto che potrebbe avere la decisione presa sul ruolo e le attività dell’ICE Agenzia che, di fatto, è il Soggetto fra i tre chiamato a realizzare l’attività? Perché nella versione che doveva essere sottoposta al vaglio del Consiglio dei Ministri erano in un primo tempo previsti aspetti importanti poi cassati nel Decreto Legislativo adottato, quali l’aumento della Dotazione Organica dell’ICE Agenzia e la permanenza in carica degli Organi fino al termine dei rispettivi incarichi? Sono molti i motivi di possibile preoccupazione.
Ulteriori aspetti che andranno definiti sono quelli relativi ai profili professionali di assegnazione, che consentano al personale interessato di avvalersi del diritto di opzione in piena consapevolezza e tenere in considerazione le esigenze e le preoccupazioni del personale del MAECI, in particolare, rispetto all’impatto derivante dall’assorbimento di un numero considerevole di nuovi colleghi sulle attuali piante organiche e, quindi, sugli avvicendamenti all’estero del personale e sul salario accessorio.
Coordinamento UILPA MiSE Coordinamento UILPA MAECI Coordinamento UILPA ICE
Stefano Fricano Alfredo Di Lorenzo Giovanni Gismondi
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