Nella mattina di oggi, 12 marzo 2026, avuto luogo un incontro tra le sigle sindacali attive al MAECI e la DGRI riguardo la situazione nelle sedi mediorientali e dell’Area del Golfo e delle disposizioni adottate in favore del personale interessato.
In apertura di riunione i rappresentanti della DGRI hanno sottolineato come la situazione determinatasi in quell’area rappresenti una priorità assoluta per la DGRI, la quale si sta occupando quasi esclusivamente di questo dal 28 febbraio scorso. In questo frangente il compito istituzionale del MAECI è di garantire la sicurezza e l’incolumità di tutti i cittadini italiani nei paesi attualmente coinvolti dagli eventi bellici. Per la DGRI tale compito si declina quindi con la tutela di tutti i dipendenti dell’Amministrazione attualmente in servizio in quei territori.
E’ stato inoltre ricordato come si tratti di una situazione inedita perfino per l’area mediorientale, non nuova com’è noto ad eventi bellici i quali tuttavia erano sempre rimasti circoscritti in ambiti territoriali limitati. Questa volta al contrario la guerra si è estesa a tutta la regione. Si tratta oltretutto di una guerra non dichiarata, che non si è rivelata breve e che il paese attaccato per primo ha inoltre deciso di estendere ad altri paesi.
Per quanto riguarda le decisioni inerenti il personale interessato e l’organizzazione delle Sedi, è stato ricordato che le responsabilità in loco sono devolute al Capo Missione ed al comparto sicurezza.
Tra le decisioni adottate in questi giorni vi è stata quella di allontanare il personale non essenziale, in primo luogo da Teheran già nelle prime ore del conflitto. Tutto il personale di ruolo lì in servizio è stato immediatamente trasferito in Azerbaigian ed opera tuttora da Baku mentre il personale a contratto della Sede ha preferito rimanere in Iran non potendo organizzare l’espatrio delle proprie famiglie in tempi così brevi. Sono stati disposti anche semplici alleggerimenti del personale nelle Ambasciate a Baghdad e Beirut.
Dal punto di vista amministrativo, la cornice normativa entro la quale sono stati individuati gli strumenti per i movimenti di personale è stata ovviamente quella del DPR 18/67. Per il personale evacuato da Teheran è stato disposto all’inizio un viaggio di servizio terminato il quale inizierà il periodo di trattenimento in servizio. Per gli alleggerimenti nelle altre Sedi si è invece fatto immediatamente ricorso a quest’ultimo istituto.
Le sedi di Mascate, Dubai, Abu Dhabi, Doha e Riad sono state invece potenziate con missioni ad hoc. Una task force è stata inviata anche a Colombo per fornire assistenza ai connazionali rimasti bloccati alle Maldive per l’interruzione dei collegamenti aerei.
Circa le ulteriori disposizioni adottate in favore del Personale, i rappresentanti della DGRI proporranno l’estensione dell’art. 7 a tutte le Sedi dell’area che ancora non ne beneficiassero. Verrà inoltre richiesta l’introduzione della qualifica di particolare disagio per tutte le Sedi che ancora non la avessero con decorrenza retroattiva al 1° marzo 2026 (l’Ambasciata ad Abu Dhabi non era finora considerata neppure disagiata). Al personale che riterrà di dover rientrare a Roma non saranno comunque frapposti ostacoli.
Tutte le sigle sindacali presenti hanno unanimemente ringraziato l’Amministrazione per la rapidità delle decisioni adottate offrendo poi numerosi suggerimenti su come affrontare la situazione. Tra le altre cose è stato proposto di regolamentare e potenziare lo smart working nelle sedi estere, di fornire assistenza psicologica ai colleghi coinvolti, di tutelare maggiormente la sicurezza in alcune sedi e di offrire la massima tutela possibile anche al personale a legge locale che ne faccia richiesta.
La nostra sigla ha condiviso tutte le proposte avanzate e si è soffermata in aggiunta anche su un tema da noi sollevato più volte in occasione degli incontri con l’On. Ministro (https://bit.ly/4uqLQKL) e delle Conferenze degli Ambasciatori (https://bit.ly/4lsM0gv), ossia il necessario adeguamento del DPR 18 e delle norme che in generale regolano il MAECI ai tempi attuali.
Da oltre dieci anni assistiamo al ripetersi nel mondo di crisi sempre più profonde e con sempre maggiore frequenza, non solo legate alla politica internazionale ma anche a quella interna (guerre civili o gravi disordini sociali) o ad emergenze sanitarie. Da un lato l’implementazione dello smart working sulla Rete diplomatico-consolare appare ormai un passaggio ineludibile pur con la consapevolezza dei connessi rischi di cybersecurity oltre ad altri, meno evidenti, legati alla dotazione organica della Rete. Si tratta quindi di individuare una soluzione regolatoria e tecnica efficace ed inappuntabile che consenta di affrontare simili frangenti con le soluzioni che il presente ci mette a disposizione.
Abbiamo infine portato all’attenzione di tutti i limiti dello strumento del trattenimento in servizio. Quest'ultimo dovrebbe a sua volta essere oggetto di intervento legislativo per evitare ad esempio che i colleghi richiamati a Roma, ed impossibilitati a rientrare nella Sede di servizio per ragioni indipendenti dalla loro volontà, si vedano corrispondere al termine del periodo previsto il semplice stipendio base decurtato da ogni indennità.
Pur auspicando come tutti che la situazione in Medio Oriente e nel Golfo Persico migliori rapidamente riteniamo infatti doveroso prepararsi anche a scenari più complessi, incluso quello di una permanenza prolungata del personale fuori dalla Sede di servizio.
I rappresentanti dell’Amministrazione hanno in conclusione ringraziato tutte le sigle presenti definendole una risorsa imprescindibile nell’attuale situazione e assicurando che tutti i suggerimenti e le proposte formulati oggi saranno oggetto di un messaggio indirizzato ai vertici del Ministero.
La Segreteria UIL FP MAECI